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27
Nov

Commercialisti: il futuro della professione tra equo compenso e nuove sfide del fisco

Verona. Dalla dichiarazione dei redditi pre compilata alla fatturazione elettronica tra privati, dalle specializzazioni professionali all’equo compenso, senza dimenticare la nuova disciplina dei controlli nelle srl: sono numerose le sfide che l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona si troverà ad affrontare nel 2018.

Uno scenario che offre numerose opportunità per la categoria, chiamata a rafforzare il proprio ruolo di anello di congiunzione tra imprese, finanza ed istituzioni del territorio.

Sono i temi affrontati ieri pomeriggio al Palazzo della Gran Guardia a Verona nel corso dell’Assemblea Generale di approvazione del bilancio preventivo 2018 dell’Ordine, alla presenza di oltre 700 Commercialisti.

La nuova disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, infatti, comporterà l’eliminazione di taluni adempimenti, come ad esempio lo “spesometro”, e la semplificazione di altri (si pensi alla possibilità per il Fisco di rendere disponibili i dati delle liquidazioni periodiche IVA e la dichiarazione annuale IVA precompilata).

“L’evoluzione legislativa in atto inciderà moltissimo sulla nostra professione - ha osservato Alberto Mion presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona - in particolare sugli studi di piccola e media dimensione maggiormente dediti alla gestione degli adempimenti fiscali dei contribuenti in contabilità semplificata. Per questo con il nostro consiglio Nazionale stiamo lavorando ad un riconoscimento del ruolo del Commercialista nel processo di fatturazione elettronica, quale “certificatore” della corrispondenza tra i dati contenuti nel flusso telematico trasmesso all’Agenzia delle Entrate e i dati confluiti nelle dichiarazioni annuali presentate dal contribuente.”

Il riconoscimento normativo delle specializzazioni dei commercialisti, con l’approvazione del progetto per la costituzione delle Scuole di Alta Formazione (SAF) avvenuta nel marzo del 2015, consentirà agli iscritti di rispondere, con la competenza richiesta, alle esigenze sempre più specifiche di un mercato da anni in costante evoluzione.

“Il percorso di specializzazione - continua Mion - con le oltre 200 ore formative previste per ciascuna materia, rafforza e consolida le competenze dei commercialisti e rappresenta un valore che a loro volta potranno portare alle imprese ed ai clienti in termini di visione, innovazione, capacità di generare business.”

Per fermare l’abuso di dipendenza economica previsto nel Jobs act degli autonomi e rafforzare le tutele a garanzia dei giovani professionisti, soprattutto quelli contrattualmente più deboli, è prevista l’introduzione dell’equo compenso.

“Nei giorni scorsi il Governo ha riformulato l’emendamento al decreto fiscale - ha concluso Mion - prevedendo l’estensione dell’equo compenso alle professioni ordinistiche e non ordinistiche, anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. La figura del Commercialista è centrale sia nel sistema impresa sia nella P.A. e svolge un ruolo di garanzia nell’ambito delle dinamiche economiche. In questo senso i professionisti rappresentano per il sistema Paese un patrimonio positivo di competenze, conoscenze, esperienze, anche da un punto di vista sociale, e possono dare un notevole apporto al sistema Paese ed agli attori del tessuto economico locale in termini di semplificazione e riduzione delle inefficienze, rappresentando un vero e proprio volàno della crescita.”

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