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25
Set

Crisi dell’Italia: le ricette per uscirne di Massimo Colomban

massimo-colomban-ilnordest-quotidianoReteSi propone un decalogo da realizzare e applicare in solo 365 giorni, all’insegna della semplificazione, del taglio della burocrazia, della valorizzazione del merito e dell’intrapresa, oltre che del taglio netto della tassazione su famiglie e imprese

Per uscire dalla crisi e far ripartire l’economia, il lavoro e reddito dei cittadini non servono 1.000 giorni, ma pochi mesi, massimo un anno.

In caso contrario, per un malato grave come l’Italia si rischia il trapasso finale. In quest’arco di tempo ridotto, la ricetta per la cura si basa su salutari, democratiche ed immediate misure intelligenti stilata dall’associazione ReteSi, che raggruppa un centinaio di liberi pensatori ed imprenditori impegnati per risollevare le sorti del paese. Le presenta Massimo Colomban, imprenditore trevigiano e fondatore di Permasteelisa, che è tra le “anime” dell’associazione.

Chi è Massimo Colomban?

Sono un imprenditore che ha creato e guidato per 30 anni il gruppo Permasteelisa, il più grande e prestigioso gruppo al mondo nelle architetture monumentali (5.000 dipendenti, 40 aziende in 4 continenti, oltre 1 miliardo di euro di fatturato); ha poi ristrutturato ed aperto al pubblico Castel Brando, il più antico e fra i più grandi castelli europei (con oltre 200.000 visitatori all’anno); fa il tutor per le start-up e per il risanamento delle aziende, oltre ad essere un investitore nel campo immobiliare con Quaternario. Da due anni partecipa, come co-fondatore assieme ad altri 100 esperti ed imprenditori alla ReteSI.org che rappresenta 25 associazioni, oltre 1,5 milioni di imprese e 5 milioni di lavoratori per fare.

Cosa si può fare per uscire dalla crisi e fare ripartire l’economia italiana?

L’Italia, che io ho lasciato negli anni ’70-’80, per sviluppare come imprenditore (emigrato) Permasteelisa è peggiorata, e di molto! Io ho dovuto emigrare per poter lavorare e sviluppare l’impresa in libertà e democrazia, senza dover soggiacere a scandali e pastette come si è visto anche recentemente con gli appalti dell’Expò a Milano o con il Mose in Veneto. Casi emersi che sono solo una millesima parte di quello che avviene e che tutti supinamente accettano, associazioni imprenditoriali e sindacali comprese In 30 anni di grandi lavori nel mondo, salvo in qualche Paese sottosviluppato, io non ho mai avuto richieste di tangenti!

Mi sembra di capire che se avesse operato in Italia non avrebbe creato la Permasteelisa come la si conosce oggi?

Senza libera concorrenza, in presenza di corruzione, intrallazzi o peggio mafie ed associazioni a delinquere non ci può essere uno sano sviluppo; l’esempio sono alcuni stati sudamericani, dove regna l’intrallazzo sono gli intrallazzatori ad operare, i talenti ed i migliori emigrano (si veda il Venezuela e tanti altri stati degradati e diventati poveri fra corruzione e malgoverno nonostante la ricchezza di risorse naturali di cui dispongono): l’Italia, se non si rinnova velocemente, finirà altrettanto miseramente.

Lei, al culmine della sua carriera ha donato una importante fetta delle sue partecipazioni ad 83 manager (diventati poi gli azionisti del gruppo Permasteelisa) ed ha investito i frutti del suo successo internazionale in Italia: quindi ha creduto e crede ancora in nell’Italia?

Castelbrando 1Io risiedevo all’estero, ma avevo tanti familiari e le radici in Italia, alla quale sono umanamente legato ed affezionato. Pur avendo creato il 99% del mio patrimonio all’estero, circa 10 anni fa ho voluto credere il quello che considero il mio Paese, tornando a risiedere in Italia con capitali al seguito. Una decisione che, forse, ho sbagliato poiché ora vengo dilapidato da tasse esagerate che stanno anno dopo anno assottigliando il patrimonio che avevo tenuto per la mia pensione (visto che alla pensione dell’INPS ho rinunciato). Constato amaramente che l’Italia non fa differenza fra il patrimonio di chi, come me, lo ha costruito in oltre 50 anni di duro lavoro costruendo ricchezza per sé e gli altri, e quelli che il patrimonio non si capisce come lo abbiano accumulato o, peggio, creato dall’oggi al domani tramite speculazioni, intrallazzi o giochi finanziari. Credo che si stia tradendo lo spirito genuino della nostra Costituzione, che prevede nel primo articolo il lavoro e la democrazia popolare come fondamenta del nostro Stato.

Di troppe tasse una nazione può morire?

In Italia il lavoro è tassato mediamente dal 20 al 30% in più rispetto ai 34 paesi dell’OCSE, senza parlare di quello che grava sull’impresa che, grazie ad una cultura ostile all’impresa ed all’intraprendere, la vede tassata fino al 300-400% in più, ben 3-4 volte di più, rispetto ai paesi dell’OCSE (la tassazione media dell’impresa nel 2013, fonte “The US Corporate Effective Tax Rate” rapporto Febbraio 2014 precisa che la tassazione nelle imprese è del 19,6% nei 34 paesi OCSE, del 24,5% nel G20; del 27,6 nel G7 mentre in Italia la pressione fiscale va dal 45% con punte fino ad oltre il 70% nelle imprese che impiegano manodopera o utilizzano fidi bancari i cui interessi non sono deducibili, grazie ad una demenziale tassa, l’IRAP, che il governo deve togliere il prima possibile se vuole dare fiato e speranza alle imprese e, di conseguenza, alla ripresa e all’occupazione.

Secondo lei, quale dovrebbe essere il ruolo dell’Impresa in uno stato moderno?

L’impresa in tutti gli stati liberi e democratici è quello che si definisce il tesoro della nazione, perché crea occupazione, reddito ed avvenire ai lavoratori e proprie famiglie. E’ grazie all’impresa e alla ricchezza creata che lo Stato produce Pil (quello autentico, non quello “lurido” con i proventi delle attività criminali di questi giorni, buono solo per gettare fumo negli occhi), che viene tassato producendo le tasse con cui si sostengono i servizi e la struttura pubblica. Faccio un esempio: ogni lavoratore occupato produce in media 30.000 euro/anno di entrate per lo Stato; un disoccupato costa allo Stato 10.000 euro/anno: se la disoccupazione cresce, la differenza sono 40.000 euro/anno di mancate entrate per lo Stato; se solo il 50% di coloro che cercano lavoro, parliamo di oltre 3 milioni di persone, lavorassero, produrrebbero allo stato 120 miliardi di euro all’anno di maggiori entrate; si aggiunga che ogni lavoratore in più produce mediamente 70.000 euro/anno di maggiore Pil, che sono 210 miliardi di euro all’anno sui quali lo Stato ricava l’Iva e quindi ulteriori 40 miliardi di euro all’anno di maggiori entrate, che sommate a quelle dei lavoratori (120+40) produrrebbero 160 miliardi di euro all’anno di maggiori entrate per lo Stato. Se a queste si aggiungessero altre misure indispensabili, quali costi standard, taglio dei parassitismi, sprechi, caste e privilegi assurdi (che ReteSi ha ben dettagliato su proprio sito) si potrebbe giungere ad un risparmio molto consistente di almeno il 20% sugli attuali 800 miliardi di euro all’anno di spesa: sarebbero ulteriori 160 miliardi di euro all’anno che sommati ai 160 miliardi di euro all’anno generati da un tessuto imprenditoriale libero, democratico e competitivo, genererebbe circa 320 miliardi di euro all’anno da destinare ad investimenti, ai servizi, alla riduzione dell’immane debito pubblico senza ricorrere a nuove, penalizzanti tassazioni.

Su quali basi lei pensa che la spesa pubblica sia contenibile del 20%?

Recentemente ho ristrutturato e risanato due aziende pubbliche (il parco scientifico e tecnologico VEGA di Mestre e Sviluppo Italia Veneto) risparmiando il 20% sulla manodopera, semplicemente tagliando le consulenze non indispensabili, senza quindi licenziare nessuno. Ed ho risparmiato il 40% in tutti i costi dei servizi semplicemente rilanciando tutti i contratti di prodotti e servizi in libera concorrenza. Questi sono fatti reali, riportati nel verbale dell’assemblea, adottabili in tutte le aziende del pubblico e para-pubblico. Gli stessi dati e stime sono comunque stimati da autorevoli esperti indipendenti, non da commissari che provengono da una burocrazia e caste, che quindi tendono a non toccare i loro privilegi spesso assurdi ed esagerati (su ReteSI.org ne trovate tantissimi altri elencati dove la comparazione dei costi, che chiamerei sprechi, italiani rispetto a tanti altri paesi anglosassoni come gli USA o il Regno Unito, sono del 100 e fino al 200-300% più elevati in Italia … Ci sono moltissimi privilegi da tagliare, superpensioni, superstipendi, superbonus, superindennità…)

Lei pensa che basterebbe abbassare le tasse alle imprese e lavoratori per generare un ciclo economico favorevole a produrre velocemente quanto sopra elencato?

Il ciclo economico va generato attraverso una politica pro-attiva dello Stato; parliamo di cose elementari che molti media, troppo asserviti ai poteri e caste, non dicono: quando un’economia è depressa, si diminuiscono le tasse e si stampa moneta, immettendola nel ciclo economico; si devono lasciare i soldi, la liquidità, nelle tasche dei cittadini ed imprese e non prelevarli in maniera sconsiderata, quasi da rapina come sta avvenendo, portando cittadini ed imprese al fallimento ed alla disperazione o, peggio, costringendoli al mettere all’asta o a svendere il loro patrimonio, le aziende, ad una “bisca finanziaria” che ha architettato queste logiche. L’immissione nel mercato a favore di cittadini ed imprese di grandi liquidità di denaro, abbassando la tassazione sulle imprese e lavoro, è stata fatta con successo negli USA, nel Regno Unito, nel Giappone, rilanciando con successo le loro economie. Viceversa, in Itala e in Europa abbiamo perso la sovranità monetaria, che per Costituzione era della banca centrale nazionale (non della BCE di Francoforte germano diretta), con il risultato che ora siamo costretti ad andare a prestito della moneta, che non viene erogata nemmeno per finanziare le infrastrutture, il rilancio e modernizzazione del Paese, rimandando il pagamento dei debiti verso le imprese o bloccando la liquidità anche nei comuni virtuosi che potrebbero spendere senza problemi. Non si deve poi dimenticare che l’Italia sta pagando 100 miliardi di euro all’anno di interessi su un debito pubblico contratto a tassi molto penalizzanti, interessi salati che vengono prelevati dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse per pagare i possessori dei titoli pubblici, in grandissima parte quelle banche italiane e internazionali che sono state al centro della crisi. Serve una ristrutturazione del debito pubblico con una moratoria e ri-calibrazione degli interessi: Per far questo, si deve rimettere i costi in ordine nell’apparato pubblico, che continua a sprecare allegramente ingenti risorse. Di sicuro, non si deve soggiacere ad una politica di deflazione, impostaci da paesi e banche che, approfittando di questa situazione che sta azzoppando il tessuto produttivo nazionale, per poi acquistarlo a forte sconto utilizzando quei lauti interessi che vengono prelevati dalle tasche dei cittadini ed imprese che continuano ad indebitarsi per sopravvivere.

Un ciclo vizioso e pericoloso…

Non solo: anche a rischio di costituzionalità, visto che quest’insieme di condizioni hanno portato e stanno conducendo l’Italia dritta verso la povertà e il degrado, minando la stessa democrazia e convivenza. Credo che la soluzione consista nel riappropriarci della sovranità monetaria o, in difetto, ridiscutere il ruolo della BCE che non può e deve essere, come è oggi, asservito alla “Bisca Finanziaria Mondiale”! O, peggio, a logiche di moneta forte che fa gioco alla Germania in danno ai competitor come l’Italia.

Faccia una sintesi delle proposte che, secondo ReteSi, un governo dovrebbe attuare subito…

Serve da subito una legge drastica e severa contro la corruzione, mafie e intrallazzi soprattutto nel settore pubblico e para-pubblico. Si può tagliare tranquillamente il 20% della spesa pubblica, riducendo sprechi, caste e parassitismi, adottando i costi standard in tutti i settori unitamente ad una politica dell’efficienza e del merito. Si deve sfoltire il numero degli enti statali o partecipati dal pubblico non indispensabili ad una corretta e concorrenziale gestione dei servizi (lo Stato deve fare il regolatore e controllore dell’economia, non fare e male l’imprenditore) taglio drastico delle tasse su chi opera e lavora (lavoratori ed imprese) con rivalutazione del ruolo del lavoro e delle imprese e contestuale cancellazione di privilegi parassitari anacronistici. A livello legislativo si deve porre mano ad una drastica semplificazione dell’assetto normativo, semplificandone il contenuto in modo da renderne intelligibile il contenuto senza ricorrere ad esegesi e ad interpretazioni (cosa che apre la porta a comportamenti non sempre corretti), introducendo la mediazione obbligatoria in difetto di accordo tra le parti. A livello giudiziario, servono sentenze emesse in tempi rapidi, esecutive in pochi mesi, perché una giustizia lenta è già per questo un’ingiustizia. Serve valorizzare una cultura del fare, del merito, una scuola che sia meritocratica: si deve valorizzare i talenti, chi intraprende, rischia e lavora, e non, come ora, chi prospera sul nulla, sul tirare a campare, sul chiacchiericcio. Se non si agisce in questo senso, si condannerà il Bel Paese a diventare un Povero Paese, condotto da partiti, sindacati, caste e corporazioni dedite solo alla conservazione dei propri privilegi, o peggio parassitismi, sprechi e ruberie. Stiamo diventando ogni giorno più poveri e miserabili, poiché abbiamo disinformato i cittadini portandoli ad accettare il malgoverno, le malversazioni, le ruberie e corruzioni come prassi normali. Stiamo sussidiano in modo indegno un’immigrazione selvaggia e mortale, foriera solo di problemi per la popolazione, lasciando nel contempo milioni di cittadini alla fame. E’ indispensabile riappropriarsi della sovranità monetaria: l’Italia è un Paese con una capacità produttiva ed industriale notevole che è stata demolita del 25% negli ultimi 6 anni grazie ad una scellerata politica monetaria che è utile solo alla politica tedesca, che per l’Italia è foriera di deindustrializzazione e di essclusione dalla competizione industriale globale, allo stesso tempo al depauperamento della proprietà delle aziende (negli ultimi anni oltre 500 realtà leader mondiali nel loro comparto sono state svendute all’estero).

La politica di oggi è in grado di attuare l’inversione nel senso auspicato da ReteSi?

Non vorrei entrare nel merito della politica contingente, ma credo che con questa classe dirigente sia molto difficile. Secondo me il problema più grande dell’Italia è la cultura verso l’impresa e il rischio: bisogna scrollarsi di dosso una cultura negativa verso l’impresa, che se giustificata contro quel 5-10% di imprese speculatrici e dedite all’intrallazzo, danneggia però la crescita e germinazione di quel 90-95% di imprese sane e genuine, fatte da giovani talentuosi ed individui intraprendenti, che spesso dedicano l’esistenza e moltissime ore al giorno alla crescita e sviluppo dell’impresa fondata spesso su idee innovative, che al contempo è anche crescita e sviluppo dell’occupazione, della nazione e del reddito dei propri cittadini. Chi ci governa, a qualsiasi livello operi, deve valorizzare l’impresa, così come accade in tutti i paesi che crescono e si sviluppano in modo democratico.

POLITICA NEWS

Autonomia regionale, Bonaccini all’Aula: «Emilia-Romagna vicina a un'intesa storica»

Verso l'accordo col Governo su gestione diretta competenze e meccanismi di finanziamento con compartecipazione al gettito fiscale prodotto in loco senza nessun aumento di tasse per cittadini e imprese

Consiglio regionale emilia romagna stefano Bonaccini in Aula 2L’Emilia-Romagna si avvicina sempre di più a una maggiore autonomia regionale. «Entro febbraio - afferma durante la relazione al Consiglio il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - potremmo davvero firmare una intesa con il Governo sulle materie di cui abbiamo chiesto la competenza diretta. Il negoziato con l’esecutivo nazionale, condiviso con la Lombardia, sta proseguendo in maniera efficace e già fra due settimane, nella seduta del 30-31 gennaio, potremmo essere nelle condizioni di tornare in Assemblea legislativa, da cui continua ad arrivare un contributo importante, per chiedere il mandato a siglare l’accordo».

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Traffico al Brennero, l’allarme di Confindustria e Confartigianato Trento

Nota congiunta dei due presidenti Bonazzi e Segatta: «siamo in allarme per l’economia della Regione dopo la decisione della Giunta dell’Euregio Tirolese»

A22 autobrennero code tir camion 2Non cessa di fare discutere la decisione presa a Bolzano dalla Giunta dell’Euregio Tirolese circa la limitazione del traffico pesante sul corridoio del Brennero. In una nota congiunta, i presidenti di Confindustria Trento, Giulio Bonazzi, e di Confartigianato Trento, Marco Segatta, esprimono «preoccupazione per le decisioni prese ieri a Bolzano dai vertici dell’Euregio in tema di trasporto merci. Comprendiamo le finalità delle decisioni e condividiamo l’obiettivo di lungo periodo di trasferire parte del traffico merci da gomma a rotaia, ma la transizione deve essere graduale e inserita in una strategia che prevede il potenziamento delle infrastrutture esistenti, mentre non può essere decisa per decreto senza offrire agli operatori alternative praticabili».

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Regione Veneto: studio del WWF evidenzia vendite record di pesticidi in agricoltura

Zanoni: »la Regione anziché distribuire fondi a pioggia per la viticoltura si preoccupi della salute dei cittadini e dell’ambiente»

fitofarmaci agricoltua diserbantiIl rapporto WWF circa l’impiego di pesticidi nell’agricoltura del Veneto ha fatto scattare la reazione del consigliere Dem Andrea Zanoni che critica l’operato della giunta Zaia in campo agricolo.

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Traffico sul corridoio del Brennero: Anita e Conftrasporto contrari alle proposte dell’Euregio Tirolese

Baumgartner (Anita): «grave danno all’export». Uggè (Conftrasporto): «un’operazione presudoambietalista che nasconde una penalizzazione dell’economia italiana»

A22 traffico auto camionL’annunciata decisione di ridurre forzatamente il traffico pesante lungo il corridoio del Brennero a causa del perenne stato di saturazione dell’autostrada deliberato dai tre rappresentanti dell’Euregio Tirolese è commentata negativamente dalle organizzazioni degli autotrasportatori.

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Serracchiani Tondo: botta risposta su euroregioni e rapporti con la Carinzia

L’ex governatore critica l’immobilismo della Serracchiani, che risponde per le rime

debora serracchiani renzo tondoL’immobilismo della giunta Serracchiani sulla gestione dell’euroregione “Senza confini” e i rapporti tra Friuli venezia Giulia e la Carinzia sono al centro di un botta e risposta tra l’ex governatore di centro destra, Renzo Tondo, e l’uscente Dem, Debora Serracchiani.

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Traffico strategia comune dell'Euregio Tirolese per il corridoio del Brennero

Pedaggio di corridoio, potenziamento della “RoLa”, passaggio del traffico da gomma a rotaia: questi i punti chiave del documento strategico approvato

valico brennero andamento trafficoOltre 11 milioni di auto e quasi 2,1 milioni di mezzi pesanti nel 2016, dati in ulteriore aumento per l'anno appena concluso con un volume di passaggi di Tir al valico del Brennero destinato a superare i 2,2 milioni. Le infrastrutture autostradali lungo il corridoio del Brennero sono giunte alla capacità massima, ed è dunque inevitabile un intervento in grado di abbattere in maniera drastica il peso dell'inquinamento acustico ed ambientale su una zona particolare come quella alpina.

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CNA Trentino Alto Adige: le PMI ripartono, ma occorre evitare le soste improduttive

Burocrazia, fisco, credito, contributi farraginosi, successione, raggiungibilità sono
gli ostacoli che frenano la ripresa. Corrarati: «vogliamo snellire i percorsi di crescita» 

CNA alto adige Claudio Corrarati presidente della CNA SHV e il segretario Günther Schwienbacher 1«Ripartire senza soste improduttive per le aziende – Tutte le fermate che le imprese vogliono evitare». È il leitmotiv della conferenza stampa d’inizio anno tenuta dalla CNA-SHV del Trentino Alto Adige per illustrare problemi e proposte che verranno affrontati e discussi nel 2018.

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Elezioni Friuli Venezia Giulia, Gelmini: «adesso alla presidenza della regione candidato di Fi»

Dopo l’assegnazione della Lombardia al leghista Fontana, gli Azzurri reclamano il riequilibrio

mariastella gelmini FI«La Lega ha avuto la Lombardia, non potrà avere anche il Friuli: mi auguro ci sarà un nostro candidato, faccio il tifo per Riccardo Riccardi. E così per Brescia, il candidato sindaco sarà di Forza Italia». Lo dice Maria Stella Gelmini, che sul tramonto della sua candidatura in Lombardia a favore del leghista Attilio Fontana afferma che «credo sia normale che, di fronte al passo indietro di Roberto Maroni, ogni partito volesse giocare le proprie carte, e il presidente Berlusconi ha pensato a me, ne sono lusingata, ma sono abituata a fidarmi di lui. Non bisogna però farne una questione personale, è politica: l'unità del centrodestra viene prima di tutto, e abbiamo dimostrato di saper sciogliere nodi in fretta, scegliendo un candidato che convince tutti».

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Presentato a Vicenza il candidato a sindaco del centro destra: sarà Fabio Mantovani

Brunetta presenta i dati del sondaggio Euromedia Research: «centrodestra al 54% in Veneto» 

fabio mantovani ordine avvocati vicenzaLa prossima primavera Vicenza dovrà scegliere il suo nuovo sindaco dopo il doppio mandato del sindaco Dem Achille Variati, non più rieleggibile. Tutti i partiti sono in fermento e da ultimo, dopo le primarie shock del centro sinistra che hanno fatto emergere a sorpresa Otello Dalla Rosa che ha sorpassato per un soffio il candidato ufficiale PD Giacomo Possamai e avere dato la polvere al vicesindaco uscente Bulgarini, e dopo che le liste civiche di centro destra hanno scelto di scendere in campo con Francesco Ruocco, ora tocca al centro destra “ufficiale” con la presentazione del candidato di Forza Italia e Lega Nord, Fabio Mantovani.

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Elezioni politiche depositato il ricorso alla Consulta su modalità di voto italiani estero

Iniziativa del consigliere regionale di “Siamo Veneto”, Guadagnini. La Corte costituzionale s’appresta a discuterlo primo del voto del 4 marzo

voto corrispondenzaSulle modalità di svolgimento delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo pende il ricorso presentato alla Corte costituzionale del consigliere regionale di “Siamo Veneto”, Antonio Guadagnini, e del cittadino veneziano residente in Slovacchia, Pier Michele Cellini, che hanno contestato la garanzia di segretezza dell’espressione del suffragio per gli italiani che votano all’estero.

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Autonomia del Veneto: appello della Cgia a Zaia

Mason: «non firmi preintesa con il governo Non ci sono le condizioni, a partire da trasferimenti risorse». Zaia: «il rischio c’è ma stiamo lavorando per superarlo»

regione veneto gonfalone leoneIn tema di maggiore autonomia per la regione del Veneto e delle relative risorse economiche per gestire le competenze trasferite dal governo centrale, interviene l’Associazione artigiani di Mestre per bocca del suo segretario generale, Renato Mason, con un appello a valutare attentamente la portata dell’intesa in via di definizione.

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Corte Conti conferma assoluzione Illy per la vendita della caserma della Guardia di finanza di Tarvisio

Assolta pure la Giunta regionale in carica nel 2004. Illy: «una grande soddisfazione»

FVG rccardo Illy presidente commissione paritetica stato regioneE' stata confermata dalla Corte dei Conti, con il rigetto dell'appello presentato dalla Procura regionale del Friuli Venezia Giulia, l'assoluzione dell'ex presidente Riccardo Illy e della Giunta da lui presieduta nella causa legata alla cessione dell'ex caserma della Guardia di Finanza di Tarvisio (Udine). La Procura regionale in primo grado aveva citato in giudizio l'esecutivo, stimando un presunto danno erariale in 194.000 euro, reputando il prezzo di vendita della caserma eccessivamente basso.

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Firmato il contratto di servizio per il trasporto ferroviario tra Regione Veneto e Trenitalia

Zaia: «siamo la prima regione in Italia a sottoscriverlo. Entro il 2032 avremo tutti i treni rinnovati e la flotta più moderna d’Europa». Delrio: «ai pendolari saranno offerti servizi decisamente migliori»

Iacono Zaia DelRio Mazzonicini De Berti contratto Trenitalia FsLa sede della Regione del Veneto a Palazzo Balbi a Venezia ha ospitato la firma del nuovo contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia per il periodo 2018-2032. Per il governatore del Veneto, Luca Zaia, «è una giornata storica: il Veneto è la prima Regione d’Italia a firmare il nuovo contratto di servizio con Trenitalia, un accordo del valore di 4,4 miliardi complessivi, dei quali uno di soli investimenti che consentiranno il totale rinnovo della flotta dei treni circolanti nel nostro territorio».   

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Autostrada del Brennero: polemiche sullo spostamento del tracciato di attraversamento di Bolzano

“Nain” dei comuni di Laives e Vadena che sarebbero penalizzati dalla nuova soluzione. Chiesto anche il completamento della variante della Statale 12

tracciato spostamento a22Il progetto di spostamento in galleria del tracciato dell'autostrada del Brennero nel tratto di attraversamento di Bolzano per eliminare l’attuale viadotto che taglia a metà la città dispedendo una buona dose d’inquinamento atmosferico è oggetto solamente di uno studio preliminare, ma, secondo il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, era «fondamentale che potesse essere inserito, come è stato fatto, nel programma di investimenti legati alla proroga della concessione autostradale ad A22».

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Autonomia Veneto, Emilia Romagna e Lombardia: proseguono le trattative a Roma

Zaia: «incontro positivo, pre-intesa è vicina». Bonaccini: «chiusura molto vicina». Chiamparino: «dopo le elezioni anche il Piemonte chiederà di entrare nelle trattative. Potrebbe nascere una macroregione autonoma del NordOvest»

italia regioni autonomieProseguono a Roma le trattative tra i governatori di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia con il Governo per avere maggiore autonomia. Oggi è toccato al veneto Luca Zaia incontrars con il sottosegretario Gianclaudio bressa, che ieri aveva incontrato il lombardo Roberto Maroni e l’emiliano Stefano Bonaccini.

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Rifiuti di Roma, Gazzolo: «dal comune di Roma cifre in libertà»

Smaltire rifiuti in Emilia-Romagna costa meno rispetto alla media nazionale e a quella delle Regioni del Nord. Basta giochetti: ognuno si assuma le sue responsabilità in trasparenza». Pizzarotti critica il comportamento dei grillini

rifiuti urbani cassonetti colmiSul fronte dei rifiuti di Roma e del costo per il loro smaltimento in Emilia Romagna «dal comune di Roma arrivano cifre in libertà: smaltire rifiuti in Emilia-Romagna costa meno rispetto alla media nazionale e a quella delle regioni del Nord». E' quanto sostiene, in una nota, l'assessore regionale all'ambiente, Paola Gazzolo, secondo cui occorre fare «basta giochetti: ognuno si assuma le sue responsabilità in trasparenza».

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Maroni lascia la presidenza della regione Lombardia e si mette tra le riserve dello Stato

Ciambetti: «per l’autonomia ha fatto molto e sarà utile in futuro»

Festival economia 2011 Giovanni PERI Roberto MARONI Dario DI VICO Festival dell Economia Trento 03 giugno 2011 Hugo MunozColpo di scena nella politica della Lombardia con l’annuncio ufficiale del governatore Roberto Maroni che lascia la guida della Regione dopo il primo mandato. Una decisione annunciata al termine della riunione di giunta regionale, lasciando il posto all’ex sindaco di Varese, Attilio Fontana. La rinuncia di Maroni avviene al termine di una legislatura di successo, durante la quale sono state avviate numerose riforme (tra cui quella dell’autonomia), realizzate infrastrutture importanti e razionalizzata la spesa pubblica, tanto da rafforzare ulteriormente l’economia regionale e lo sviluppo della società.

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Regione Friuli Venezia Giulia, intesa con Consiglio autonomie locali per sviluppo

Firmato l’accordo che rende disponibili 147 milioni di euro 

FVG palazzo sede regione trieste 2La presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e il presidente del Consiglio delle autonomie locali, Andrea Carli, hanno firmato a Udine l'intesa per lo sviluppo regionale e locale 2018-2020.

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Firmato accordo tra regione Veneto e Comando generale dei Carabinieri per la ristrutturazione di alcune sedi

Un milione di euro di Fondi ue per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico dei presìdi di Ponte nelle Alpi (Belluno), Agna (Padova), Silea (Treviso) e Pastrengo (Verona)

Luca zaia con comandante generale carabinieri tullio del sette gonfalone venetoLa regione del Veneto investirà un milione di euro di Fondi ue per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico dei presìdi dei Carabinieri di Ponte nelle Alpi (Belluno), Agna (Padova), Silea (Treviso) e Pastrengo (Verona).

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Rifiuti: da Emilia Romagna doccia gelata su Roma «accoglieremo fino a 15.000 tonn di rifiuti, poi basta»

Netto il presidente della giunta regionale Bonaccini: «da Roma brutta immagine dell’Italia nel mondo. Noi stiamo bene anche senza la “monnezza” romana». Critiche anche dalla Lega Nord

rifiuti romaDoccia gelata sulla schiena dei romani e della sindaco della Città Eterna, Virginia Raggi che credeva di avere trovato una soluzione definitiva al suo problema rifiuti nel salvataggio offerto dalla regione Emilia Romagna. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha detto chiaro e tondo che la disponibilità ad accogliere i rifiuti della capitale «è limitata a 15.000 tonnellate e poi basta».

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