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19
Apr

Manovra fiscale di primavera: su liti fiscali pendenti, rischio disparità di trattamento

Unimpresa contesta la norma sulla chiusura delle cause tributarie: il provvedimento non distingue le varie ipotesi perché il costo della definizione è indipendente dall'esito del giudizio eventualmente intervenuto.  Pucci: «la sbandierata riduzione del carico erariale non esiste»

Unimpresa vicepresidente Claudio PucciIl meccanismo, stabilito dalla manovra correttiva sui conti pubblici di primavera, per la chiusura delle liti fiscali pendenti porta alla disparità di trattamento. Il provvedimento non distingue le varie ipotesi perché il costo della definizione è indipendente dall’esito del giudizio eventualmente intervenuto; restano comunque dovuti per intero le imposte e gli interessi di dilazione.

Oltre a questo, c'è una beffa per i contribuenti che hanno ottenuto un giudizio favorevole in un grado di giudizio precedente: il sistema favorisce chi non ha possibilità di successo in contenzioso e penalizza invece il contribuente a cui il giudice ha già riconosciuto le proprie ragioni in un grado di giudizio precedente. Sono le osservazioni principali di una analisi, sulle misure contenute nel decreto legge approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, curata dal vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. 

L'analisi dell'associazione ha toccato, poi, altre tre norme in campo fiscale dello stesso provvedimento d'urgenza: la detrazione dell’Iva sugli acquisti, l'estensione dello “split payment”, la riduzione del limite per compensare le imposte. Per quanto riguarda l'Iva sugli acquisti, la norma corregge l'attuale impostazione secondo la quale il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti termina alla scadenza prevista per la dichiarazione fiscale del secondo anno successivo: le nuove regole dimezzano i termini. L’Iva, dal momento in cui diventa esigibile, può essere detratta entro un anno, o meglio “con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto”. 

Non sembra rispondere alle esigenze di lotta all'evasione, poi, l'estensione dello “split payment” alle società pubbliche e alle società quotate. Tale meccanismo porta a drenare la liquidità delle imprese e alla complicazione dei meccanismi contabili che costituiscono un costo non indifferente per le piccole imprese e, soprattutto, per i professionisti sottoposti pure alla ritenuta d’acconto immediata del 20%, con il risultato che lo Stato “drena” immediatamente ben il 42% del corrispettivo di un professionista, sottoponendolo a notevoli problemi di liquidità. 

Altra misura sotto esame è la detrazione Iva sugli acquisti. Il dimezzamento del valore dei crediti compensabili, tagliato a 5.000 euro, costituisce un ulteriore aggravio per il contribuente costretto ad avvalersi dell’opera di professionisti per l’asseveramento del credito. Si tratta, peraltro, di un ulteriore regalo alle compagnie di assicurazione, perché i professionisti devono sottoscrivere una specifica polizza assicurativa a garanzia del credito.

«Il nostro giudizio – spiega il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci – lo potremmo sintetizzare con poche idee, ma confuse. Tuttavia, non è il caso di chiudere il discorso con uno slogan e allora, sul Def del governo di Paolo Gentiloni e sulla manovra correttiva, è opportuno svolgere alcune considerazioni e valutazioni approfondite. Cominciamo col dire che la sbandierata riduzione del carico erariale non esiste, mentre viene confermata l’incapacità di intraprendere una strada del cambiamento capace di portare al tanto richiamato sviluppo». Secondo Pucci, «nelle carte ufficiali del governo c’è, invece, la solita impostazione che ormai siamo abituato a leggere da diversi anni. Insomma una minestra riscaldata».

«Manca sostanzialmente una visione del futuro che guardi allo sviluppo del Paese – sottolinea Pucci – ad iniziare dall’irrisolta questione della riduzione degli sprechi della spesa pubblica e della riduzione del debito pubblico. Nel corso degli ultimi anni si sono proposte più soluzioni: dai tagli agli sprechi per 20 miliardi di euro di Cottarelli ai 5 miliardi di euro di Gutgelt, rimasti entrambi al palo, all’istituzione di un fondo sovrano con dentro cespiti pubblici per circa 400 miliardi di controvalore da piazzare sul mercato per riportare a livelli di sopportabilità gli attuali 2.300 miliardi di debito pubblico a rischio di un rialzo dei tassi di servizio e che consenta l’abbassamento di una pressione fiscale che è insopportabile e anticompetitiva».

POLITICA NEWS

Referendum autonomia: le reazioni da Emilia Romagna e Friuli Venzia Giulia

M5s: «errore di Bonaccini, ora a Roma è più debole». Bonaccini: «Zaia chede autonomia o secessione?». Serracchiani: «segnale popolare importante, ma gestire con attenzione» 

referendum autonomia veneto urna elettorale schedaIl risultato elettorale di Veneto e Lombardia ha dato la stura alle reazioni da parte di altre regioni che aspirano ad esserlo o che hanno una specialità traballante.

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Autonomia veneta: la Giunta regionale approva il disegno di legge per lo statuto speciale e per le competenze

Zaia: «la gente ha deciso. Noi ora facciamo, presto e bene. Siamo apripista di reale riforma autonomista dello Stato»

regione veneto zaia con Giunta al completo in seduta 2Il titolo è lungo, come si conviene per un atto che potrebbe entrare nella storia del Veneto, ma non solo. La Giunta Regionale, riunita in seduta straordinaria a poche ore dall’esito favorevole del referendum per l’autonomia del Veneto, su proposta del presidente Luca Zaia, ha approvato all’unanimità il disegno di legge d’iniziativa della Giunta regionale per passare dalle parole ai fatti.

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Referendum autonomia: dal Veneto un risultato eccezionale!

Bene anche la Lombardia. Ora parte un percorso politicamente pesante per ottenere u forte autogoverno con le relative risorse economiche

regione veneto zaia con Giunta al completo 1La giornata referendaria per una maggiore autonomia di Veneto e Lombardia si è chiusa con un risultato maiuscolo, andato al di là di ogni più rosea aspettativa, soprattutto in Veneto, dove si sono recati a votare 2.328.949 elettori, pari al 57,2% degli aventi diritto, con il “Sì” che ha letteralmente sbancato con il 98,1% dei voti. Meno eclatante il risultato della Lombardia, dove hanno votato in 3.010.434, pari al 38,25% degli elettori con il 95,29% dei “Sì”.

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All’Università del Friuli Venezia Giulia 1,4 milioni di euro per la rete di biomedicina molecolare

Panariti: «un progetto dalle forti ricadute sociali ed economiche» 

Università Udine sede centrale palazzo antonini cernazaiLa Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell'assessore all'università Loredana Panariti, ha approvato il progetto “Biomedicina molecolare (Ican-Fvg)”, per 1,4 milioni di euro, nell'ambito dell'aggiornamento al “Piano programmatico degli interventi 2016-2018” relativo ai fondi al sistema universitario regionale previsti dalla LR 2/2011.

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Rossi a Sondrio con Parolo e Della Bitta per spiegare l’autonomia speciale

Convegno sulle ricadute dell’autonomia speciale e sul cammino per ottenerla. Rossi: «l’autonomia non arriva per caso. E’ un percorso faticoso da affrontare ogni giorno»

Convegno autonomia BormioIl referendum per l'autonomia della Lombardia e del Veneto da una parte, e le istanze della Catalogna dall'altra hanno riacceso i riflettori sulla specialità del Trentino e dell'Alto Adige.

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Referendum autonomia Veneto: “Sì” anche da Confprofessioni

Sartore: «una straordinaria opportunità per riportare le attività professionali tra le competenze esclusive della Regione e rendere più competitivi i nostri studi»

logo confprofessioni«La proposta di referendum della Regione Veneto è un'occasione per rilanciare il sistema professionale regionale e può essere utile per rafforzare il tessuto economico di tutto il nostro territorio». Confprofessioni Veneto scende in campo per invitare i 120.000 liberi professionisti (cui si sommano circa 230.000 dipendenti degli studi professionali) della Regione a votare al Referendum del prossimo 22 ottobre sull'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

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Referendum autonomia: la Lombardia al test del voto elettronico

Maroni: «sarà un esperimento anche per semplificare le procedure di voto». A differenza del Veneto, non c’è il quorum e il voto è valido a prescindere dall’affluenza

referendu urna si no«Nove lombardi su dieci sanno che c'è il referendum, e sono soddisfatto. L'impegno principale era informarli». Per il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, lo sforzo comunicativo della Regione per il voto di domenica sull'autonomia ha portato a un primo risultato.

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Referendum autonomia Veneto: domenica 22 ottobre ultima chiamata per autonomia

Attesa per il superamento del quorum: per la validità della consultazione serve il 50%+1 dei votanti, ma per un effettivo “peso” politico serve almeno un 70% di partecipazione

referendum autonomia regioen veneto locandinaDomenica 22 ottobre il Veneto potrebbe cambiare un pezzo della sua millenaria storia. Tutto passa attraverso una semplice domanda: “Vuoi che alla Regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?” Questo il quesito contenuto nella scheda azzurra che milioni di cittadini della Regione troveranno nelle urne di 575 Comuni.

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Sanità: in Trentino Alto Adige uno su cinque non sta bene

E crescono i ricoveri di trentino fuori provincia attratti dai servizi della sanità veneta e lombarda

spesa sanità euro soldi stetoscopioSecondo l'elaborazione di Bnp Paribas Cardif su base dati Istat, in Trentino alto Adige un cittadino su cinque (18,6%) non è in buona salute, un dato che incide sulla spesa in sanità privata a livello nazionale, che raggiunge quota 37 miliardi di euro.

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Maggiore autonomia all'Emilia-Romagna: a Palazzo Chigi la firma di Gentiloni e Bonaccini

Siglata la dichiarazione di intenti sull'avvio del negoziato. Bonaccini: «una firma molto significativa»

Autonomia Gentiloni e BonacciniMaggiore autonomia per l’Emilia-Romagna, un obiettivo sempre più concreto e, da oggi, condiviso anche dal Governo. Il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno firmato a Palazzo Chigi una dichiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso istituzionale.

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Il ruolo dell'informazione locale e la necessità di ripensare il sistema

Iniziativa del Corecom Trentino per un bilancio del primo anno di vigenza della legge provinciale a sostegno della stampa

giornali quotidiani cataste plichi

Il ruolo dell'informazione locale e l'importanza di ripensare il sistema alla luce delle impattanti trasformazioni mediali sono stati oggetto di un confronto pubblico, nell'ambito della Conferenza provinciale dell'informazione, promossa dal Corecom Trentino (Comitato provinciale per le comunicazioni) presso la sala conferenze del Muse a Trento.

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Referendum autonomia veneto: anche Confindustria e Confagricoltura per il “Sì”

Intanto, il ministro dell’Intero presenta alla regione del Veneto il “conto” per l’utilizzo della forza pubblica: 2.044.875,00 euro. Una ragione in più per votare 

banner referendum autonomiaConfindustria e Confagricoltura Veneto si schierano apertamente a favore del referendum per l’autonomia del Veneto chiedendo alla popolazione di recersi alle urne per votare compattamente “Sì” al fine di supportare più di oggi l’azione di buon governo fin qui realizzata.

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Referendum per l’autonomia, appello di Confcommercio veneto: «andate a votare e votate sì»

Michielli (Confturismo Veneto): «versiamo a Roma 18 miliardi, vorremmo riportarne qui almeno uno»

confcommercio veneto massimo zanon marco michielli«Il primo invito è andare a votare. Il secondo è votare sì». È l’appello che Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto, rivolge agli imprenditori del proprio sistema associativo regionale, oltre 50.000 imprese. Al centro, il referendum che il 22 ottobre prossimo chiamerà i cittadini a esprimersi a favore o contro l’autonomia del Veneto.

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Referendum autonomia del Veneto: Zaia al seggio alle 6.45

«Sarò in anticipo su apertura per dare segnale su importanza voto del 22 ottobre prossimo»

luca zaia felpa veneto«Domenica sarò a votare al seggio un quarto d'ora prima dell'apertura, alle 7 meno un quarto, sia per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per questo referendum, sia per dare un segnale dell'importanza di andare a votare» ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, presentando gli ultimi dettagli del referendum per l'autonomia del Veneto, che chiamerà alle urne 4.076.000 elettori, dalle 7 alle 23.

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Austria svolta verso il centro destra con oltre il 50% dei consensi

In Alto Adige soddisfatta la SVP, amareggiata la sinistra che teme il ripetersi del risultato alle politiche italiane di primavera e alle regionali d’autunno

ministro esteri austriaco sebastian kurzL’Austria felix svolta verso la destra, con una forte affermazione dell’Övp guidata dal giovanissimo ministro degli esteri Sebastian Kurz ora in predicato di diventare il primo ministro più giovane d’Europa, molto probabilmente con i conservatori della Fpö di Heinz-Christian Strache, giunto ad un’incollatura dai socialdemocratici sonoramente sconfitti dall’esito elettorale, ma che potrebbero anche risalire al secondo posto se giovedì prossimo lo scrutinio del voto per posta  - quest’anno particolarmente utilizzato – darà l’esisto sperato.

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Liberi professionisti contro la sentenza del Consiglio di Stato che consente di lavorare per la pubblica amministrazione ad un euro

Al via la campagna #sevalgo1euro

sevalgo1euroDopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera alle gare d’appalto senza compenso per i professionisti (ritenendo ammissibile il compenso di 1 euro per i liberi professionisti che scelgono di lavorare per la pubblica amministrazione), Inarcassa e la sua Fondazione hanno lanciato un appello a governo, Parlamento e istituzioni perché questa sentenza, dal contenuto senza dubbio vergognoso, venga sanata.

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Incentivi agli investimenti pubblicitari delle aziende estesi anche alle testate digitali

L’azione di pressione dell’Anso convince il governo alla parità di trattamento della stampa digitale con quella cartacea. Credito d’imposta al 75% (90% per le PMI) anche per il NordEst Quotidiano

editoria elettronica sfoglio al pcUna bella (e doverosa) notizia a favore dell’editoria digitale: l’odiosa disparità di trattamento tra giornali a stampa e quelli elettronici in fatto di agevolazioni per gli investimenti pubblcitari è venuta a cessare con la totale equiparazione tra i vari sistemi editoriali.

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Commercialisti Alto Adige: il nuovo incubo del Fisco si chiama spesometro

Dopo tre slittamenti, il 16 ottobre entra in vigore la nuova comunicazione telematica per le partite Iva. I disagi continuano: portale lento, messaggi di errore incomprensibili, privacy violata. «Ci piacerebbe che qualcuno si prendesse le proprie responsabilità»

spesometro2017newNon è vero che «basta un clic» per far partire la rivoluzione dello “Spesometro”, la nuova procedura attraverso cui tutti coloro che sono soggetti all'Iva devono inviare per via telematica all'Agenzia l'elenco analitico (e non più aggregato) di tutte le fatture emesse e ricevute nel primo semestre del 2017. 

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Valdastico: Delrio accelera sul completamento. Il trentino Gilmozzi frena decisamente

Il collegamento autostradale tra Veneto e Trentino tramite l’A31 è fondamentale per l’economia del NordEst

tavola rotonda valdastico progetto sbocchi trentinoAll’assemblea nazionale dell'Anci che si è svolta a Vicenza, il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Graziano Delrio (Pd), ha fatto l’analisi delle opere infrastrutturali prioritarie per il Veneto e per il NordEst: tra queste, anche il completamento verso Nord dell’autostrada Valdastico, sottolineando come il collegamento col Trentino sia in fase avanzata di studio.

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Negli anni della grande crisi crollo (-35%) degli investimenti pubblici: A NordEst il maggiore taglio, contro la crescita a Sud (+2,7%)

Secondo la Cgia in 8 anni sono mancati 18,6 miliardi di euro che hanno tolto ossigeno all’economia e tagliando buona parte degli effetti anticongiunturali

spesa per investimenti settore pubblicoIn Italia sono crollati gli investimenti pubblici. Dal 2005 al 2017, secondo l’Ufficio studi della Cgia, la contrazione è stata del 20%; ma rispetto al 2009, punta massima di crescita registrata prima della crisi, la riduzione è stata pesantissima: -35%. Nessun altro indicatore economico ha registrato una caduta percentuale così rovinosa.

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