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03
Gen

Cpa di Cona (Venezia): la morte naturale di una extracomunitaria irregolare scatena la rivolta

In ostaggio per parecchie ore i 25 volontari della coop che gestisce il centro che ospita 1.500 irregolari. Scattano le proteste della politica contro il sistema dell’accoglienza

 

clandestini violenze cona veneziaLe prime luci del giorno sembrano aver riportato la calma all'interno del centro di accoglienza di Conetta nel comune di Cona nel Veneziano. I 25 volontari della Cooperativa Ecofficina che gestisce l'hub e barricati in alcuni container sono stati fatti uscire. Gli operatori della cooperativa sono stati fatti uscire poco prima delle due.

Tra di loro anche due medici e un'infermiera. Si sono allontanati in auto, alcune colpite dai manifestanti. Secondo le prime dichiarazioni tutti stanno bene anche se hanno trascorso momenti di paura quando all'esterno dei loro rifugi molti migranti avevano iniziato a colpire le pareti con bastoni e spranghe. Allo scoppio della protesta si erano chiusi e barricati in alcuni container e negli uffici amministrativi della struttura.

Tutto è nato a seguito della morte improvvisa di una giovane donna della Costa d'Avorio in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico, evento che ha dato la stura ai disordini. Sale nel frattempo la polemica sui ritardi: la 25enne si sarebbe sentita male, secondo i suoi compagni, verso le 8 di mattina, i soccorsi sarebbero arrivati alle 14. Dall'ospedale di Piove di Sacco fonti sanitarie affermano che l'automedica è partita non appena è giunto l'allarme. Sono giunti nel giro di una ventina di minuti dal momento della richiesta di intervento i soccorsi da parte del personale del Suem 118. 

A dare i tempi di intervento di soccorso la direzione dell' Ulss Euganea, sentito il coordinamento del Suem 118. La chiamata di soccorso, secondo la ricostruzione fornita dall'Ulss, è arrivata al Suem 118 alle 12.48 di ieri da parte di una persona che parlava italiano con accento straniero e si è qualificata come “dottoressa”. Alle 12.57 è uscita una ambulanza da Cavarzare e due minuti dopo è partita l'automedica Piove di Sacco con a bordo medico, infermiere professionale e autista soccorritore. Alle 13.09 l'arrivo all'ex base militare a Cona e sei minuti dopo quello dell'automedica. Ai sanitari la donna è apparsa in arresto cardiorespiratorio, ipotermica, con trisma mandibolare. Sono state subito attivate sul posto le procedure del caso, anche con massaggio cardiaco, tentata intubazione e somministrazione di una fiala di adrenalina. L'Ulss rileva che non è mai comparso al monitor «un ritmo defibrillabile, né si è assistito alla ripresa del circolo». Alle 13.31 è ripartita l'ambulanza e alle ore 13.46 l'arrivo al pronto soccorso di Piove di Sacco e la constatazione del decesso della giovane donna. L'Ulss precisa inoltre che la richiesta telefonica di soccorso è registrata ed è a disposizione della autorità inquirenti. 

Immediato l’esame autoptico per stabilire le cause della morte, attribuita alla trombosi. «La causa - secondo Lucia D'Alessandro, sostituto procuratore della Repubblica di Venezia a cui è stato affidato il caso - della morte della giovane è stata accertata. Si tratta di una trombo-embolia polmonare bilaterale». Escluse totalmente ipotesi legate a fatti violenti o a malattie virali contagiose. «Voglio sottolineare - ha aggiunto la D'Alessandro - che è interesse della Procura divulgare la causa della morte per evitare che nella popolazione nasca la preoccupazione di possibili malattie ritenute pericolose per altri individui. Per questo motivo stiamo provvedendo a tutti i controlli relativi alle condizioni di salute degli ospiti della struttura». Sulla morte della giovane e sugli incidenti avvenuti poi all'interno della struttura di accoglienza è stato aperto un fascicolo al momento senza alcuna ipotesi di reato e senza nomi di indagati.

Fin qui la cronaca spicciola della giornata, ma i fatti accaduti nell’ex base missilistica che ospita oggi quasi 1.500 extracomunitari hanno un’origine più lontana nel tempo, perché le proteste di ieri non sono le prime andate in scena nell'hub di Conetta, anche se sono state le prime con un accento violento con l'utilizzo di fuochi e di minacce. Il 30 agosto scorso una cinquantina di migranti avevano manifestato in strada per protestare contro i lunghi tempi di evasione delle pratiche per le richieste di asilo. In quella occasione tuttavia si era trattato di un sit in pacifico controllato dalle forze dell'ordine. Sul posto agenti della polizia del commissariato di Chioggia e carabinieri di Chioggia oltre al sindaco di Cona, Alberto Panfilio, che aveva ricordato come all'inizio del mese avesse ricevuto dall'allora ministro dell'interno Angelino Alfano (ora trasmigrato agli Esteri) assicurazioni sulla diminuzione del numero di ospiti del centro di accoglienza veneziano. In precedenza, il 27 gennaio dello scorso anno un centinaio di migranti, su un totale in quel momento di 600 contro i 900 di oggi, era sceso in strada per protestare contro il livello di assistenza loro offerto nella struttura. Senza creare particolari tensioni, avevano occupato parte della strada cercando di richiamare l'attenzione sui problemi soprattutto igienico sanitari della struttura, sottolineando il fatto di essere in troppi rispetto alla capacità di accoglienza della ex base.

Per il sindaco di Cona Alberto Panfilo «questa concentrazione deve essere risolta dai vertici politici italiani che finora hanno fallito. Davanti ad un decesso - continua Panfilio - tutti ci sentiamo molto tristi. Non diciamo di più perché sulle cause altri indagano ma abbiamo tanto materiale per lamentarci. Auspico, ma non ho molta fiducia, che questo governo ritorni a ripensare alle soluzioni. Questo centro era nato nel luglio 2015 per ospitare 15 migranti. In agosto erano già 300. Già allora sentivo i governanti parlare di necessità di sfoltire le fila ma siamo arrivati ora a 1.500». Presenze, secondo il sindaco, che «hanno cambiato le abitudini di Cona, una realtà fatta da 190 abitanti. Questo è il fallimento dell'accoglienza e dell'organizzazione. A questo punto torno a chiedere - conclude Panfilio - un nuovo tavolo per cercare soluzioni che non siano quelle fallimentari dell'accoglienza diffusa. Serve un progetto nuovo».

Per il governatore del Veneto, Luca Zaia, i centri di accoglienza come Cona «devono chiudere». Zaia ha quindi ricordato che bisogna «espellere i facinorosi e a seguire tutti quelli che non sono profughi». Per il presidente veneto, da fatti come questi «emergono tutte le debolezze di questo sistema di accoglienza. A oggi in Veneto sono arrivati 30.000 immigrati, di cui 13.000 ancora ospitati. Il resto sono spariti. La nostra quota, se si calcola il 3 per mille sulla popolazione, sarebbe 15.000, ma ne abbiamo già avuti il doppio ed è impensabile continuare con questo metodo». Per Zaia bisogna «avere la certezza che chi aiutiamo siano profughi: se la verifica dei requisiti avvenisse in Africa anche i cittadini sarebbero più tranquilli rispetto all'ospitalità».

Più draconiano Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord: «tutti i richiedenti asilo ospitati nella struttura di Cona devono essere espulsi subito. E’ inconcepibile che nessuno di loro sia stato fermato o denunciato dopo i gravissimi fatti di questa notte: ma che segnale diamo ai 180.000 richiedenti asilo che stiamo mantenendo, ospitando e viziando? E che, oltre tutto, dispongono anche delle connessioni e sono informati su tutto quello che accade? Che in Italia si può devastare o incendiare una struttura o prendere in ostaggio degli operatori senza rischiare nulla? Espelliamoli subito tutti, diamo un segnale chiaro a questa gente prima che sia troppo tardi».

Per Lucio Malan, senatore di Forza Italia, «è inqualificabile e riprovevole la rivolta degli immigrati al centro di prima accoglienza di Cona. Devastare il centro e prendere in ostaggio gli operatori sono due gesti che certificano la totale insensatezza dell'accogliere chiunque si metta in mare dalla Libia, dopo avere incentivato a farlo con il loro costoso mantenimento per un periodo di tempo indefinito. Ci attendiamo ora pene adeguate ai gravissimi reati commessi, senza inventarsi inesistenti attenuanti o addirittura facendo finta di nulla. E poi basta servizio taxi nel Mediterraneo».

Sul fronte dei Dem, le richieste sono decisamente opposte: per i consiglieri regionali del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni, Francesca Zottis, Graziano Azzalin e Bruno Pigozzo, «la rivolta avvenuta nella notte tra lunedì e martedì al Centro di prima accoglienza di Cona, dopo la morte di una donna ivoriana, è anche dovuta ad una concentrazione assurda, indegna di un Paese civile, ed è il frutto del rifiuto della Politica di assumersi le proprie responsabilità. In primo luogo di Zaia e dell’assessore ai flussi migratori Lanzarin. In situazioni di emergenza, infatti, non ci si gira dall’altra parte. Il ruolo della Regione dovrebbe essere invece quello di favorire una soluzione, invitando tutti i Comuni a fare la propria parte, ospitando poche persone in rapporto alla popolazione, come peraltro richiesto dal Ministero e dalle Prefetture. Se venisse praticata un’accoglienza diffusa- spiegano gli esponenti Dem - casi come quello di Conetta non esisterebbero. L’accoglienza diffusa rappresenta infatti l’unica strada percorribile, perché garantisce un maggior controllo, smorza le tensioni e favorisce l’integrazione nel tessuto sociale.  Il Presidente Zaia invece si gira dall’altra parte e scarica sugli altri responsabilità che sono anche e soprattutto sue, visto che chi ha incarichi di governo è chiamato poi a governare. È più facile partecipare a manifestazioni contro i richiedenti asilo, scegliendo di alimentare il conflitto. Ma questo modo di agire è irresponsabile».

Intanto, la cooperazione del Veneto prende le distanze dalla cooperativa Ecofficina: Roberto Baldo, presidente di Federsolitarietà del Veneto, in una nota ricorda che «già a metà luglio 2016 la cooperativa Ecofficina è stata sospesa dall’Associazione al fine di difendere il nome e l’operato di Federsolidarietà». 

«Un atto doloroso, ma dovuto – sottolinea Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Veneto – Nessuna norma impedisce di accogliere 1.500 profughi in una stessa struttura posta in una frazione con meno di 200 abitanti. Ma è evidentemente un sistema che non risponde a logiche di buna sicurezza e non dà sicurezza ai timori dei territori che ospitano queste persone».

POLITICA NEWS

Pfas, dal ministero della Salute un “No” alla fissazione di limiti nazionali, uguali per tutti

Risposta polemica degli assessori del Veneto: «in Italia il problema non esiste. Al confronto, Ponzio Pilato fu un dilettante». L’inquinamento da Pfas non è solo del Veneto, ma riguarda tutt’Italia

PFAS CNR 4«Il ministero della Salute, con una nota della Direzione generale della prevenzione sanitaria, ha respinto la richiesta a suo tempo avanzata dal Veneto di estendere a tutto il territorio nazionale i limiti di performance per l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Prendiamo atto con sbigottimento che, secondo il Governo nazionale e i suoi organismi tecnici, questo problema in Italia non esiste» affermano gli assessori all’ambiente Roberto Bottacin e alla sanità Luca Coletto della Regione del Veneto, dopo aver preso visione di una comunicazione provenienete da Roma appena giunta a Venezia.

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Tgr Rai Friuli Venezia Giulia, polemica per la nomina di un caporedattore veneto

La nomina di Monica Busetto criticata dal presidente della provincia di Udine Fontanini: «rotta la tradizione delle nomine interne»

FVG piero fontanini assemblea donatori sangue«Con l'arrivo di un nuovo caporedattore dal Veneto alla guida della testata giornalistica della Rai regionale, si rompe una storica tradizione e non si valorizzano i professionisti locali di lungo corso» afferma il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, commentando l'arrivo di Monica Busetto alla guida della TGR del Friuli Venezia Giulia.

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Il “Ceta” secondo coldiretti è un regalo alle lobby contro il “Made in Italy”

Moncalvo: «si apre la via per la commercializzazione legale di cloni dei migliori prodotti tipici italiani»

Ceta stop manifestazione coldirettiL’accordo “Ceta” tra Unione Europea e il Canada è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che colpisce il vero “Made in Italy” e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell'accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra l'Ue e il Canada.

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Legge elettorale, non passa il “Lodo Brunetta” per il Trentino Alto Adige. Il Pd lancia “Rosatellum 2.0”

La proposta prevede coalizioni nazionali nei 231 collegi uninominali e il 65% di proporzionale con listini bloccati. Probabilmente finirà tutto nella solita melina

aula parlamento vuotaAlla fine, il cosiddetto “Lodo Brunetta” per posticipare alle elezioni del 2023 (o anche prima se le elezioni della primavera del 2018 daranno origine ad un Parlamento ingovernabile) gli effetti scaturiti dall’emendamento Biancofiore-Fraccaro sulle modalità di voto del Trentino Alto Adige che ha bloccato i lavori sulla nuova legge elettorale è stato ritenuto inammissibile dai tecnici della Camera.

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Valdastico Nord la società Brescia Padova deposita in Regione del Veneto e nei comuni il progetto del primo tronco

Saranno investiti 1,3 miliardi di euro per circa 17,8 km di tracciato, di cui 13,3 in galleria. Ancora chiusura dal Trentino. Bonazzi: «opera indispensabile per il Trentino e per il Veneto»

valdastico nord fine autostrada pioveneIl dato è tratto: i vertici della società Brescia-Padova, titolari della concessione per il completamento dell’A31 Valdastico (già effettuata nel tratto sud verso Rovigo) hanno deporitato in regione del Veneto e nei comuni interessati il progetto per la realizzazione del primo tronco del tratto nord compreso tra Piovene Rocchette e Astico nord, per un totale di 17,8 km, di cui 13,3 realizzati in galleria artificiale o naturale.

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Lotta alla povertà: dal 18 settembre in Emilia-Romagna parte il Reddito di solidarietà (Res)

Fino a 400 euro al mese ai nuclei famigliari in forte difficoltà economica. Bonaccini: «un atto di giustizia sociale. Non una misura assistenzialista, ma una risposta concreta e dignitosa a chi si trova in difficoltà»

gentiloni bonacciniUn sostegno concreto per persone e famiglie in grande difficoltà economica. Dal 18 settembre parte ufficialmente in Emilia-Romagna il “Res”, il Reddito di solidarietà. La misura di contrasto alla povertà voluta, ideata e introdotta dalla Regione, che per realizzarla stanzia 35 milioni di euro all’anno di risorse proprie.

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Legge Severino: il consigliere provinciale Leitner, dopo l’assoluzione in secondo grado chi lo risarcisce?

Condannato in primo grado nella sua veste di capogruppo in Consiglio provinciale di Bolzano per un acquisto incauto, si è dimesso. Ma l’appello cancella la condanna. Legge Severino sempre più anticostituzionale

freiheitlichen pius leitnerAncora un caso in cui la legge Severino si dimostra un’arma a doppio taglio. Nata sull’onda della moralizzazione della politica, obbligando alle dimissioni il politico che risultasse condannato, nel tempo ha dimostrato di essere più uno strumento di azione politica che di ripristino della legalità.

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Maxi infornata di personale pubblico (sotto elezioni) per svecchiare il personale

Il governo valuta l’assunzione di 500.000 giovani in 4 anni per sostituire i pensionamenti. Cgia in allarme: «prima di fare nuove spese, la pubblica amministrazione paghi i suoi debiti verso i fornitori»

burocrazia archvio pratiche faldoniC’è aria di elezioni (si voterà al più tardi a marzo-aprile del prossimo anno) e quale migliore ingrediente per ingraziarsi il voto che promettere posti di lavoro e aumenti generalizzati di stipendio? Una ricetta vecchia come Matusalemme, ma che ha sempre presa agli occhi di una larga fascia di elettorato abituato a votare con la pancia più che con la testa.

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Pagamenti in sanità: secondo la Cgia crescono i debiti verso i fornitori, ora a 22, 9 miliardi di euro

I ritardati pagamenti si traducono in rincari sulle forniture da parte delle aziende. Veneto virtuoso con pagamenti rapidi. Zaia: «nonostante i tagli nazionali al fondo sanitario, siamo tra i migliori. Necessari i costi standard»

spesa sanità euro soldi stetoscopioLa sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di ben 22,9 miliardi di euro, il valore di una manovra finanziaria. Lo rileva la Cgia di Mestre analizzando la “Relazione sulla gestione delle Regioni” della Corte dei Conti, relativa al 2015, ultima rilevazione disponibile.

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Def, secondo Unimpresa per 2018 già prevista stangata fiscale da 11 miliardi

La categoria imprenditoriale analizza il documento di finanza pubblica che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri la settimana entrante. Pucci: «è il governo tassa e spendi, i numeri smascherano le prese in giro, siamo stufi»

Euro soldi bruciati debitoAumenteranno di 11 miliardi di euro le entrate nel 2018 e la spesa pubblica salirà di quasi 10 miliardi. L'anno prossimo il totale delle entrate nelle casse dello Stato sfiorerà quota 800 miliardi in salita del'1,41% rispetto al 2017, mentre dalle finanze pubbliche usciranno 839 miliardi con un incremento dell'1,19%. 

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Cna, burocrazia, o carissima

Secondo un’analisi dell’associazione di categoria, il carico burocratico gravante sulle imprese “vale” 22 miliardi di euro ogni anno. Lanciato il decalogo per la semplificazione

burocrazia carte manoVentidue miliardi l’anno. E’ il mostruoso costo che la burocrazia italiana scarica sulle imprese artigiane, micro, piccole e medie. Per semplificare, mediamente si tratta di 5.000 euro l’anno a impresa, 16 euro al giorno, due euro all’ora. Lo certifica un’indagine del Centro studi CNA dedicata a “Piccole imprese e Pubblica amministrazione: un rapporto (im)possibile”.

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La Corte di Giustizia comunitaria “sdogana” l’impiego degli Ogm nelle campagne europee

Polemica tra Zaia e Martina. Coldiretti: «un gravissimo colpo ai prodotti tipici del “Made in Italy”

greenpeace campo di grano falciato logo no ogm italiaSecondo il diritto Ue, qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato (Ogm) possa comportare un grave rischio per la salute umana, degli animali o per l'ambiente, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione, come fatto dall'Italia nel 2013.

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Autonomia Regione del Veneto: “Sì” dal mondo Dem

Bisato: «favorevoli i Veneti e gran parte del Partito democratico»

referendum autonomia regioen veneto locandinaIl documento approvato a larga maggioranza lo scorso 31 luglio dalla Direzione regionale del Partito democratico del Veneto «per un Veneto più vicino ai cittadini”» e «favorevole a ulteriori e particolari forme di autonomia» è diretta conseguenza dell’esito delle primarie. Durante la campagna congressuale, Alessandro Bisato aveva rimarcato in più occasioni e in tutti gli incontri territoriali la propria posizione sull’autonomia.

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Legge elettorale: per il PD Fiano il nodo trentino è insormontabile

Il Pd ritiene indispensabile il gradiemnto SVP. Biancofione (FI): «la Svp e il PD si confrontino con il diritto, i regolamenti e la democrazia»

aula parlamento camera primo giorno legislaturaLa discussione sulla nuova legge elettorale per il rinnovo del Parlamento scatena ancora polemiche sul nodo del metodo elettorale riservato al Trentino Alto Adige, con il Pd aggrappato alla “necessità” di avere il gradimento preventivo della Svp, anche se ciò va a detrimento della rappresentatività democratica.

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22 ottobre: in Veneto, oltre al referendum per l’autonomia regionale, si vota anche per l’autonomia di Belluno

No al referendum per la separazione di Mestre-Venezia

elezioni referendum popolare votazione mano scheda urnaLa Giunta regionale del Veneto ha finalmente deciso in merito ai referendum relativi all’autonomia della Provincia di Belluno e alla separazione fra Venezia e Mestre, bocciando quest’ultimo e promuovendo quello bellunese.

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Tariffa rifiuti
illegittimo far pagare di più ai non residenti

Sentenza del Consiglio di Stato n. 4223 del 6 settembre 2017 relativa all’impugnazione di alcune delibere del comune di Jesolo apre alla modifica dei regolamenti comunali. Ora si attende la soluzione dell’applicazione illegittima dell’Iva sulla tariffa 

tari taariffa rifiutiIl Consiglio di Stato nella sentenza n. 4223 del 6 settembre 2017 ha ritenuto «non legittimo un criterio di determinazione (della tariffa rifiuti n.d.r.) che risulti, all'atto pratico e a priori, più gravoso per le abitazioni dei non residenti rispetto a quelle di coloro che dimorano abitualmente nel comune in questione».

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Italia-Slovenia: Gentiloni incontra a Lubiana il premier sloveno Cerar

Discussi i rapporti tra i due paesi. Gentiloni: «sono eccellenti e vanno rafforzati», Cerar: «l’Italia è il nostro secondo partner economico»

incontro lubiana tra paolo genitloni e primo ministro slovenia Miro CerarIncontro tra i premier di Italia e Slovenia a Lubiana a Villa Podroznik nell’ambito della cooperazione tra i due stati confinanti. Per il premier sloveno Miro Cerar «sono lieto di celebrare il XXV anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Slovenia che sono ottimi in tutti i sensi. L'Italia è uno dei nostri partner economici principali, il quarto per investimenti e quest'anno il maggior numero di turisti veniva dall'Italia».

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La regione Veneto sospende validità moratoria dei vaccini e impugna la legge alla Corte costituzionale

Zaia: «abbiamo chiesto al Consiglio di Stato di fare chiarezza su tutta la situazione». Soddisfazione di Lorenzin. Bisato: «cessi un’inutile propaganda»

vaccini siringa flaconi 2Il Veneto ha deciso la sospensione temporanea della moratoria per i vaccini chiedendo contemporaneamente che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati “0-6” anni negli asili nido e scuole di infanzia. Lo dice il governatore del Veneto Luca Zaia che ha ricevuto una lettera del direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, che comunica la sospensione della moratoria ribadendo comunque l'interpretazione data dal Veneto.

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Emilia Romagna: «stipendio da dirigenti a non laureati». Parte l’esposto di M5S alla Corte dei conti

La Regione: «niente di illecito o irregolare». Ma l’opportunità?

palazzo regione emilia romagna bologna 1Con un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti, il M5S chiede di far luce sull'eventuale danno erariale provocato dalla Regione Emilia-Romagna, per aver assunto dipendenti che, pur non essendo in possesso di una laurea, sarebbero stati inquadrati e retribuiti secondo la categoria contrattuale per cui la legge stabilisce come requisito fondamentale il possesso del titolo universitario.

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Legge elettorale: parte il ricatto della Svp al Pd, che insiste su collegi uninominali in Trentino Alto Adige

Svp: «inaccettabile il voto della Camera». Netta l’opposizione del centro destra. Biancofiore: «il Pd non metta a repentaglio la democrazia in regione». Divina: «quando la legge arriverà al Senato, faremo di tutto per confermare l’emendamento Biancofiore»

aula camera dei deputati romaSulla legge elettorale ed in particolare sull’assetto elettorale della regione Trentino Alto Adige parte il ricatto al PD da parte della SVP che definisce «inaccettabile il voto della Camera dell’8 giugno scorso». Un ricattopolitico bell’e buono, con il quale si minaccia l’abbandono della maggioranza di governo nazionale da parte del partito che rappresenta gran parte della minoranza tedesca dell’Alto Adige.

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