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Gen

“Questioni di lingua” inaugura la nuova collana “I Tolettini”

L’opera di Pietro Bortoluzzi edita per i tipi de “La Toletta Edizioni” fa il punto sulla lingua del Sì

Di Giovanni Greto

copertina QUESTIONI DI LINGUA bassaL’ultima fatica di Pietro Bortoluzzi, docente di lettere e latino, è stata presentata negli spazi del Liceo classico Marco Polo di Venezia, dove il professore insegna, in un incontro promosso dai giovani studenti del gruppo “Toletta Teens”, in collaborazione con l’editore e libraio della storica libreria veneziana. Il volume tascabile (10x16,5 centimetri) fa parte di una nuova collana, “I Tolettini”, che potrebbe trovare il consenso di un pubblico giovane o di chi non è avvezzo ad acquisti cartacei.

Per comprendere il sottotitolo del libro bisogna tornare indietro nel tempo, al “De vulgari eloquentia” di Dante in cui la panthera redolens, la inafferrabile pantera profumata, rappresenta l’allegoria del volgare illustre, ricercato dal poeta fiorentino.

L’autore nella “Premessa” chiarisce come il volume intenda «seguire l’evoluzione ed il diversificato percorso di quel profumo che Dante aveva creduto esser quello del volgare illustre, ma che ormai è diventato, in quasi un millennio di vita, quello dell’italiano attuale, una lingua che ha avuto e continua ad avere una storia tanto lunga quanto controversa». Un profumo che fu «ed è ancora al centro di mille discussioni, di mille tentate regolamentazioni e anche di tentate e forzate strumentalizzazioni».

I 19 capitoli in cui si sviluppa il libro, rivisti e rimeditati, hanno origine da una rubrica sulla storia della lingua italiana, tenuta dal professore sulla rivista italo-polacca Gazzetta Italia. In tal modo, «questa raccolta di testi dà la possibilità di cogliere volutamente in modo non cronologico alcune delle principali dinamiche della storia della lingua italiana». Una curiosità. La pre-revisione del testo ha fatto affiorare, grazie al parere dell’editore, Giovanni Pellizzato, il problema della “d” eufonica, cioè «quella “d” che viene aggiunta alla preposizione “a” trasformandola in “ad” e alla congiunzione “e” trasformandola in “ed”, quando sono seguite da parola che comincia per vocale», con lo scopo di rendere il suono più gradevole. Per esempio “a altri” diventa “ad altri”, “a ogni costo”, “ad ogni costo”. Questo fino a cinquant’anni fa. Oggi, fatta eccezione per “ad esempio”, la “d” s’inserisce solo se la parola comincia con la stessa vocale: “ad aspettare”, “ed entrò”. Fermo restando che ognuno può scrivere liberamente come più gli aggrada o gli suona musicale.

E allora partenza con il veneziano Pietro Bembo (1470-1547), cardinale, scrittore, grammatico, traduttore e umanista. Le sue “Prose della volgar lingua”, edite nel 1525 in tre libri, costituiscono uno dei primi tentativi di storia letteraria italiana. Il modello da seguire è quello dei migliori scrittori. Nel libro primo, l’autore si chiede se il latino sia preferibile al volgare. Se si opta per il volgare, ci si chiede quale prediligere. Ed ecco la risposta: per la prosa, la lingua della “Cornice del Decameron” di Boccaccio; per la poesia, il perfetto volgare lirico del canzoniere del Petrarca. Il secondo libro tratta di questioni metriche e di retorica del volgare. Il terzo, il più corposo, occupa metà dell’opera, è una descrizione morfologica del toscano trecentesco. Dunque, secondo il trattato, per motivi sostanzialmente di gusto, la lingua italiana da usare nella scrittura è il toscano letterario.

Due, i capitoletti dedicati ad Alessandro Manzoni (1785- 1873). Nel primo, “Quando Manzoni sciacquò i panni in Arno”, l’Autore si riferisce all’intento dello scrittore di rivedere la lingua de “I promessi sposi”, per renderla aderente al fiorentino vivo e parlato, promuovendo la lingua parlata dalla borghesia fiorentina a lingua unitaria d’Italia, non solo politicamente, ma anche linguisticamente. Nel secondo, Manzoni sottostima linguisticamente Dante, da più parti considerato il padre della lingua italiana, perché egli avrebbe avuto in mente, nel “De vulgari eloquentia”, la semplice valorizzazione di tutti i volgari illustri rispetto al latino, invece di pensare a una lingua nazionale. 

Tra il doppio spazio occupato dal Manzoni, si colloca il capitolo dedicato ad Aldo Manuzio (1449/52 – 1515), il papà del libro moderno, tra i maggiori editori di tutti i tempi, il cui catalogo costituiva una specie di enciclopedia del sapere umanistico. Leon Battista Alberti (1404-1472) viene celebrato come colui che perfezionò il volgare e che redasse la prima grammatica della lingua italiana. L’utopica lingua nazionale di Ludovico Ariosto (1474 – 1533) s’ispira a quel toscano letterario trecentesco teorizzato da Pietro Bembo, prende spunto sia dalle opere di Dante, Petrarca, Boccaccio e Poliziano, sia dal latino classico e sfocia nella creazione per l’Orlando Furioso di una  famosa ottava, la cosiddetta “ottava d’oro”. 

Balzo cronologico in avanti, per scoprire Alfredo Panzini (1863-1939), insigne lessicografo, che nel periodo di autarchia linguistica ordinato dal Fascismo, censì, con un lavoro enorme quanto sostanzialmente inefficace, un migliaio e mezzo di forestierismi banditi dal regime, sostituendoli con termini italiani. Se penso all’incomprensibilità e alla bruttezza dell’italiano dei tele- e radio-giornali, ma anche di parte dei quotidiani, in cui è l’inglese a farla da padrone, non sono sicuro che quell’italiano autarchico fosse davvero peggiore. 

Non poteva mancare nel libro un capitolo dedicato al “vate”, il “poeta sacro” per antonomasia, Gabriele D’Annunzio (1863-1938), cui va attribuito il merito di aver fatto entrare nel lessico un’infinità di parole nuove o ripescate dal passato glorioso della tradizione letteraria e lessicale, ridando loro una nuova vitalità. Tra le lingue locali degli stati preunitari, prosegue Pietro Bortoluzzi, che hanno svolto un ruolo importante nella storia della lingua italiana, spicca il Veneziano, la lingua della Serenissima, che per quasi mille e cento anni fu una vera e propria lingua internazionale, paragonabile all’inglese contemporaneo. 

Parlando di Dante (1265-1321), l’Autore esamina il “De vulgari eloquentia”(1303-1304), un trattato rivolto ai chierici, ossia i letterati di professione, dedicato alla “vulgari eloquentia”, cioè alla retorica in lingua volgare. E sceglie di scrivere in latino, ritenendolo una grammatica artificialmente perfetta, per mezzo della quale i popoli riescono ad intendersi al di sopra degli idiomi particolari. 

Nuovo balzo in avanti per avvicinarsi alla creazione della prima lingua televisiva con scopi educativi, che si materializza nella fortunata trasmissione “Non è mai troppo tardi”, in onda dal 1960 al 1968, ideata e condotta dal maestro Alberto Manzi (1924-1977), allo scopo di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado, pur avendo superato l’età scolare.

Si prosegue con “Il pasticciaccio di Gadda”(1893-1973), un capitolo in cui si tratteggia la figura di un letterato che segnò la narrativa del Novecento, attraverso sperimentazioni linguistiche che, soprattutto nel romanzo “Quel pasticciaccio brutto de via Merulana”, faranno diventare la sua lingua  uno strumento di indagine sociale. Tra gli inventori di linguaggi teatrali, ecco il Grammelot di Dario Fo (1926-1916), materializzato in “Mistero Buffo” (1969), uno spettacolo recitato in una lingua che univa, contaminandoli e fondendoli, diversi dialetti lombardo-veneto-friulani con la sua personale memoria di quei fabulatori contadini uditi ed ammirati durante la sua infanzia, discendenti leggendariamente da giullari, attori itineranti e comici della commedia dell’Arte. L’esempio di Fo sarà ripreso, qualche anno dopo, nel 1972, da Adriano Celentano, con la canzone “prisencolinensinainciusol”, che imitava i suoni della lingua inglese, quasi un Rap ante-litteram.

Una certa importanza viene attribuita anche a Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), un anti-passatista che predicava una letteratura priva di regole, contribuendo, secondo Maria Luisa Altieri Biagi «a snellire la sintassi, a semplificare la morfologia, a rinnovare il lessico». 

Ma il capitolo più lungo Bortoluzzi lo dedica al glottologo e studioso Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), l’inventore della linguistica comparata, il quale ebbe il merito di redigere la prima classificazione scientifica  dei dialetti italiani. Fortemente polemico verso il fiorentino borghese della teoria manzoniana,  approvato e imposto dall’alto, Ascoli propone un progetto culturale secondo il quale l’Italia è in grado di elaborare una lingua unitaria dal comune e concreto lavorìo della sua policentrica vita culturale. Il modello è quello della Germania che vanta «la più salda e potente unità di linguaggio che abbia mai risonato sulla terra», grazie alla «energia della progredita cultura» ed alla «operosità infinita» che hanno generato in primo luogo «una salda unità intellettuale e civile». Un passo indietro conduce a Niccolò Machiavelli (1469-1527), per il quale la lingua da preferirsi è il fiorentino contemporaneo, idioma per natura superiore a tutti gli altri e per questo lingua sulla quale sarebbe poi nato il volgare letterario italiano stesso. 

Gli ultimi tre capitoli segnano un ritorno al contemporaneo. Il primo concentra l’attenzione su uno dei più completi intellettuali del XX secolo, Pier Paolo Pasolini (1922-1975). L’autore si sofferma su una conferenza provocatoria, “Nuove questioni linguistiche”, pubblicata sulla rivista Rinascita del 16 dicembre 1964.  In essa Pasolini prende atto che il linguaggio delle fabbriche era diventato il “nuovo italiano come lingua nazionale”, constatando come il centro irradiante delle novità linguistiche si era spostato a partire dagli anni Sessanta dal centrosud verso il triangolo industriale del Nord, che stava per dare alla luce una nuova lingua, l’italiano tecnologico delle fabbriche, un italiano comunicativo, ma brutto, arido, impoverito, inadeguatamente espressivo. E allora, si difendano i dialetti, che rappresentano lingue potenziali non giunte mai in atto, perché soppiantate dal prestigio letterario del fiorentino. 

Il penultimo autore analizzato è in realtà un simbolo della scuola comica italiana del primo Novecento, Antonio de Curtis, in arte Totò (1898-1967). Di lui si ricorda il suo apporto linguistico, grazie a frasi e neologismi ormai entrati nel lessico dell’Italiano e si cita il fondamentale volume di Tullio De Mauro, “La storia linguistica dell’Italia unita”, nel quale si legge che Totò «aveva promosso una rivoluzione, lottato contro l’aulicità, la tromboneria, la polverosità della nostra lingua». 

Il capitolo finale, quando il libro era già quasi pronto per la stampa, analizza l’italiano di Paolo Villaggio (1932-2017), una neolingua di successo dell’ultimo mezzo secolo, piena di congiuntivi sbagliati, di iperboli, di esagerazioni.

Numerosi, dunque, sono gli spunti per riflettere, per approfondire, per conoscere meglio gli autori elencati. Lo stile di Bortoluzzi dimostra una cultura di fondo, che si manifesta anche nella volontà di usare parole poco frequenti – “primazia”, invece di supremazia, primato; “mescidata”, invece di mischiata, mescolata –, una chiarezza espositiva, una capacità di raccontare e di affascinare il lettore  grazie ad una storia  non ancora ben conosciuta , quale è quella della lingua italiana.

CULTURA & SPETTACOLI NEWS

“Questioni di lingua” inaugura la nuova collana “I Tolettini”

L’opera di Pietro Bortoluzzi edita per i tipi de “La Toletta Edizioni” fa il punto sulla lingua del Sì

Di Giovanni Greto

copertina QUESTIONI DI LINGUA bassaL’ultima fatica di Pietro Bortoluzzi, docente di lettere e latino, è stata presentata negli spazi del Liceo classico Marco Polo di Venezia, dove il professore insegna, in un incontro promosso dai giovani studenti del gruppo “Toletta Teens”, in collaborazione con l’editore e libraio della storica libreria veneziana. Il volume tascabile (10x16,5 centimetri) fa parte di una nuova collana, “I Tolettini”, che potrebbe trovare il consenso di un pubblico giovane o di chi non è avvezzo ad acquisti cartacei.

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Società Filarmonica di Trento, al via la stagione dei concerti 2018 con il recital pianistico di Filippo Gorini

Giovane talentuoso emergente della scuola italiana, propone un programma spaziante da Schumann, Brahms a Beethoven

01.Filippo Gorini 2 2017 photo Mat Hennek 3Con lunedì 15 gennaio decolla la Stagione dei concerti 2018 della Società Filarmonica di Trento con un primo cambiamento: quello dell’orario dei concerti, quest’anno anticipato di 15 minuti alle ore 20.30. Ad inaugurare la Stagione il giovane pianista Filippo Gorini è l’ultimo tra i talenti emergenti sulla scena musicale internazionale. 

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Concerto della Chamber Orchestra of Europe con Yuja Wang a Ferrara

La stagione concertistica di Ferrara Musica riprende l’11 gennaio con la discussa star cinese per minigonne e tacchi a spillo 

wang yuja pianistaLa stagione concertistica di Ferrara Musica, l'associazione fondata da Claudio Abbado nel 1989, riprende l'11 gennaio con la Chamber Orchestra of Europe e la pianista cinese, star internazionale, Yuja Wang, primo di otto concerti che verranno portati in tournée a Brescia (il 12), Reggio Emilia (il 13) e in Spagna. In programma brani di Mendelssohn, Beethoven, Chopin. Maestro concertatore sarà il primo violino dell'orchestra, Lorenza Borrani.

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Fondazione Arena di Verona il nuovo sovrintendente è la veronese Cecilia Gasdia

La nomina del famoso soprano contestata dall’ex sindaco Tosi. Replica di Sboarina: «Tosi non riesce a introitare le sconfitte di cui è stato protagonista ed artefice»

Cecilia Gasdia nuovo soprintendente arena veronaLa celebre soprano Cecilia Gasdia sarà il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. La scelta della cantante è stata decisa all'unanimità dal Consiglio di indirizzo, che si è riunito per la prima volta sotto la presidenza del sindaco Federico Sboarina, a conclusione del periodo di commissariamento. L'indicazione sarà ora trasmessa al ministero dei Beni culturali per l'atto ufficiale di nomina.

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“Fiabe popolari veneziane”: torna a risplendere il mondo delle fiabe e tradizioni popolari

Daniela Zamburlin per i tipi di Venìpedìa editrice si cimenta nella raccolta delle storie popolari anche in funzione educative per imparare l’inglese

Di Giovanni Greto

zamburlin fiabe“Venìpedìa editrice”, nata nel 2016 dopo aver lanciato nel 2012 “Venìpedìa”, un’enciclopedia tematica on line – con centinaia di schede enciclopediche, con lo scopo di divulgare l’argomento “Venezia” in modo innovativo, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo di tutte le età – ha presentato nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana il suo secondo libro.

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“Trio Music”, nuovo lavoro musicale di Franco d’Andrea

Sei Cd per 315 minuti di musica per comprendere la tecnica del pianista in occasione del suo settantacinquesimo compleanno

di Giovanni Greto

franco dandrea“Trio Music” è un progetto discografico in tre volumi – ognuno composto da due CD – dedicato da “Parco della Musica Records” a Franco D’Andrea, in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un riconoscimento alla carriera «per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma».

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La Cappella marciana in concerto nella basilica di San Marco a Venezia per celebrare Zarlino e Monteverdi

Due ottimi concerti e un CD di un’ensemble che richiama in Basilica appassionati da ogni parte del mondo

Di Giovanni Greto

cappella MarcianaNon finisce di stupire e di entusiasmare la Cappella musicale della Basilica di San Marco di Venezia – questo il nome per esteso, anche se per comodità la si indica come Cappella Marciana – grazie alle doti del suo direttore, il compositore, musicologo, ricercatore, editore musicale Marco Gemmani, attualmente anche docente di direzione di coro e composizione corale presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

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“Ex Novo Musica”, la Stagione 2017 è stata un caleidoscopio delle musiche del Novecento

Il Festival si conferma un appuntamento imperdibile, alla scoperta di nuovi autori contemporanei

Di Giovanni Greto

ex novo musicaGiunto alla XIV edizione, il Festival Ex Novo Musica, curato come sempre  con passione da “Ex Novo Ensemble”, ha costruito in dieci concerti e una presentazione di due CD di Claudio Ambrosini, presidente dell’Ensemble, una vasta antologia di un secolo di musica italiana (1924-2017).

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Concerto di Capodanno alla Fenice con Chung

Tutti esauriti i cinque concerti di Capodanno. Polemica tra Ortombrina e Muti sulla diretta del concerto veneziano al posto di quello da Vienna

Di Giovanni Greto

Teatro la fenice venezia 2013 Concerto CapodannoImmediatamente dopo la prova generale, il neosovrintendente Fortunato Ortombina, nonchè direttore artistico del teatro da un decennio, ha presentato la XV edizione del Concerto di Capodanno al teatro La Fenice di Venezia.

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Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento, tournee in Regione per i concerti di fine e inizio anno

Evento all’insegna delle musiche di Johann Strauss jr., Josef Strauss, Eduard Strauss, Joseph Lanner, Robert Stolz

31 12 2015 Orchestra Haydn Wycik Geb Auditorium Trento 021Si rinnova la tradizione del concerto di Capodanno, indissolubilmente legata a Vienna e alla sua musica da ballo, soprattutto al valzer, quel celebre ritmo in tre quarti che da sempre è abbinato alla dinastia degli Strauss.

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Al Teatro “Verdi” di Pordenone concerto di fine anno con l’Orchestra sinfonica della Radio nazionale Ucraina di Kiev

Iniziativa del Centro iniziative culturali con Giuseppe Albanese solista al pianoforte e Volodymyr Sheiko alla direzione

csm UkrainianDomenica 31 dicembre (ore 16.00) concerto di fine anno al Teatro “Verdi” di Pordenone con l’Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Ucraina di Kiev, diretta da Volodymyr Sheiko con Giuseppe Albanese al pianoforte su iniziativa del Centro Iniziative Culturali Pordenone con il sostegno della Ragione Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del comune altre realtà del territorio.

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“Musikamera”, presentata la nuova stagione al Teatro “La Fenice” di Venezia

14 concerti di qualità dal 30 gennaio al 13 novembre 

di Giovanni Greto

pianista figa japConclusasi da poco, con un bilancio felicemente positivo, confermato dalla presenza numerosa di un pubblico di appassionati, la prima stagione di “Musikamera”, è già tempo di proiettarsi al futuro. Il 30 gennaio partirà la stagione 2018, che si articola nuovamente in dodici doppi concerti nelle sale Apollinee e due in data singola nella sala grande del teatro La Fenice.

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Presentata la nuova stagione del Teatro Corso di Mestre

Dieci spettacoli tra musica, balletto e tanta comicità

Di Giovanni Greto

Marco Pippo e GaetanoParte con un doppio tutto esaurito il 31 dicembre e il primo gennaio la nuova stagione del Teatro Corso di Mestre (tutti gli spettacoli, tranne eccezioni, iniziano alle ore 21.15). Fino al 19 aprile si snoderanno dieci spettacoli, selezionati tra quelli che incontrano i gusti e le preferenze di un vasto pubblico.

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Società Filarmonica Trento: presentata la Stagione dei concerti 2018

Una realtà in salute, capace di proporre ogni anno più di 60 concerti che ha al suo attivo 223 anni di vita. Tra le novità della Stagione 2018 il cambio d’orario dei concerti

06.Concerto de Cavalieri strings credit Paolo Soriani 1 previewLa Società Filarmonica di Trento, sodalizio musicale da camera attiva da ben 223 anni, ha presentato la nuova Stagione dei concerti 2018 che inaugura il prossimo 15 gennaio con una grafica rinnovata interpretata da una giovane artista che cammina spedita suonando il suo violino, richiamando simbolicamente la Società Filarmonica, un’istituzione che corre per realizzare più di 60 concerti all’anno, gratificando così circa 14.000 spettatori di tutte le età. 

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Trova casa in Italia a Ferrara l'Orchestra giovanile europea

Lascia Londra dopo la “Brexit”. Franceschini: «primeggiamo in cultura»

Franceschini Maggioni EuyoUn concerto al Teatro “Abbado” di Ferrara nel marzo 2018 sarà il debutto ufficiale nella nuova sede italiana per la European Union Youth Orchestra (Euyo), composta da 160 elementi su 3.000 musicisti di età compresa tra i 16 e i 26 anni, selezionati annualmente nelle audizioni che si tengono in tutti i 28 Stati membri dell'Unione Europea.

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Il Quartetto Guadagnini con Avi Avital al mandolino solista per l’ultimo concerto della Società Filarmonica di Trento

Chiusura di Stagione con l’esecuzione in prima assoluta di “Burlesque” per mandolino e quartetto d’archi di Ugoletti commissionato dalla Società Filarmonica 

quartetto GuadagniniProtagonista, a chiusura della stagione 2017 della Società Filarmonica di Trento (martedì 19 dicembre, ore 20.45), è uno strumento chiamato di rado sui palcoscenici della musica da camera, il mandolino. Il suo fascino popolare viene qui elevato all’ennesima potenza grazie a un musicista carismatico, dotato di un temperamento capace di lasciare un segno indelebile, l'israeliano Avi Avital. Nato nel 1978 a Be’er Sheva si è diplomato al Conservatorio di Gerusalemme e quindi in Italia con Ugo Orlandi a Padova. 

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Orchestra di Bolzano e Trento “Haydn” in concerto sotto la direzione di Andris Poga

Michele Campanella, fra gli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale, impegnato nell’interpretazione di “Malédiction” per pianoforte e archi di Franz Liszt

AndrisPoga photo cJeanPhilippeRaibaud 1Michele Campanella, pianista di fama internazionale, tra i maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, suonerà assieme ai professori dell’Orchestra di Bolzano e Trento “Haydn” martedì 19 dicembre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 20 dicembre a Trento (Auditorium, ore 20.30) sotto la direzione del lettone Andris Poga, per la prima volta sul podio dell’orchestra regionale.

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“Calibrated thickness” ultimo lavoro del pianista Uri Caine

L’etichetta 816 Music pubblica 15 brani di buon jazz

Di Giovanni Greto

Uri CaineIl pianista di Philadelphia Uri Caine incide per la sua etichetta. Si sentirà più libero? In veste cartonata, come per gli altri esemplari, ancora pochi, esce “Calibrated Thickness” (spessore calibrato). Che cosa significa, se la traduzione è corretta? Che ogni brano ha uno spessore valutato con prudenza, adattato o adattabile alla sensibilità di ognuno – dei musicisti o degli ascoltatori?

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A Ferrara apre il Meis, Museo Nazionale dell'Ebraismo e della Shoa

La storia degli ebrei incrocia vicende del Paese nella mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”

meis ferraraQuella degli ebrei italiani «è una storia millenaria che si incrocia con le vicende di questo Paese e ha attraversato momenti di drammi e di dolore e altri di integrazione e condivisione. Questo luogo è importante perché consentirà di conservare quella memoria, di spiegare alle future generazioni quello che è successo nel nostro Paese e di raccontare la storia del Paese intero perché parlando degli ebrei italiani si parla della storia degli italiani». Così, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, riguardo “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”, mostra inaugurale del Meis, Museo Nazionale dell'Ebraismo e della Shoa di Ferrara.

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Il Concerto di natale nella Basilica di Sant’Antonio di Padova con l’Orchestra di Padova e del Veneto

Filippo Maria Bressan sul podio dell'OPV, con solisti il soprano Giulia Bolcato e il trombrettista Simone Lonardi 

Natale 2016 padova Basilica del Santo Angius Mezzanotte c Alessandra Lazzarotto 14Nell'ambito della Stagione concertistica 2017/18, “Teatri del Suono” dell'Orchestra di Padova e del Veneto, giovedì 14 dicembre (ore 20.45), si terrà nella Basilica di Sant'Antonio a Padova il Concerto di Natale che vedrà impegnato sul podio Filippo Maria Bressan, considerato uno dei più innovativi e interessanti direttori della nuova scuola italiana.

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