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11
Nov

Buona affluenza di pubblico per il ricco cartellone di “Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest”

Quattro giornate con otto gruppi per l’evento ad ingresso gratuito

Di Giovanni Greto

musicafoscariQuattro giornate di festival con otto gruppi o solisti rappresentano un cartellone soddisfacente per un festival, cosa assai rara, ad ingresso gratuito. Il Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest, giunto alla quinta edizione, nasce dall’incontro di due esperienze: il festival di Jazz organizzato dall’Università Ca’Foscari di Venezia, nato nel 2013 ad  integrazione delle attività musicali permanenti – leggi “Workshop” – iniziate nel 2010 e il “San Servolo Jazz meeting, che dal 2004 al 2011 riusciva a calamitare l’attenzione di un vasto pubblico nell’isola ex manicomio maschile, rifiorita dopo l’abbattimento nazionale di simili strutture sanitarie.

Il titolo scelto dal direttore artistico Daniele Goldoni, professore di estetica delle arti all’ateneo e trombettista, “Rainbows”, «richiama i tanti colori musicali che il Jazz oggi esplora oltre i suoi confini e al tempo stesso richiama la musica di Terry Riley, la cui presenza nel festival fa dialogare l’improvvisazione jazzistica con l’indeterminazione della musica sperimentale e minimal».

Il primo appuntamento, l’unico all’auditorium dell’isola di San Servolo, è con “The Claudia Quintet”, guidato dal batterista John Hollenbeck, che lo fondò nel 1997. Il nome di donna si riferisce ad una fan dei primi tempi che promise di ritornare successivamente, senza più mantenere la parola data. E’ considerato uno dei gruppi più innovativi della scena newyorkese ed esegue una musica difficile da catalogare. Azzardo: un Jazz moderno tra il mainstream e la musica contemporanea, con la creatività sullo sfondo. Otto i brani ascoltati, tutti originali del leader, spesso divertente nel momento di introdurre un brano, come nel caso di “Angry”, titolo scelto per essere stato preso in giro da una serie di scolari all’interno di uno Schoolbus giallo. La batteria ha una sonorità affascinante. Le pelli, pur tirate, danno un suono caldo e profondo, sopratttutto nella grancassa. Jeremy Viner passa con abilità dal clarinetto al sax tenore. Red Wierenga, alla fisarmonica, spesso conferisce una certa malinconia, che dà luce e rende bello il brano. Matt Moran al vibrafono esibisce la tecnica a due e a quattro mallets, oltre a sfregare con un arco di crine le lamelle nei brani dal carattere più misterioso. Adam Hopkins è un giovane contrabbassista che intuisce e sostiene le idee di Hollenbeck. Tempi dispari, accelerazioni, momenti infuocati, ritmi funk, spazzole, si rincorrono per un’ottantina di minuti. Belli a volte gli stop in cui si tolgono o il basso e la batteria, o la fisarmonica, il vibrafono e il fiato, quasi una riflessione per ripartire tutti insieme in maniera concitata. Tra i titoli, segnalo “September Night”, dedicato a Wayne Shorter e “Rose colored Rhythm”, allo scomparso master drummer senegalese DouDouN’Diaye, padre, a detta di Hollenbeck di ben 35 figli.

Interessante il pomeriggio sabatino alla Fondazione Levi in compagnia di Evan Parker (Bristol, 1944), specialista di sax soprano e alfiere della tecnica di respirazione circolare, di cui ha dato ampia dimostrazione in un’improvvisazione durata sedici minuti, ossessiva, ipnotica, seguita in silenzio da una platea di appassionati e musicisti. A seguire ha condotto una performance di ventisei minuti con un tentetto di giovani musicisti militanti in Elettrofoscari e Unive Ensemble, oltre a Daniele Goldoni, ala tromba e Nicola Fazzini al sax alto, il quale da tempo insegna nei workshop dell’ateneo. Parker, spalle al pubblico, guarda i musicisti e con dei gesti indica su che cosa improvvisare oppure fa capire ad ognuno quando è il momento di mettersi in luce o di smettere. Si inizia con il suono di una sanza, il piano a pollice di origine africana, a cura del batterista Raul Catalano. Entra poi il piano elettrico con fraseggi che ricordano il periodo davisiano di “Bitches Brew”. Gli altri strumenti sono il contrabbasso, la chitarra acustica con pick up, un violino spesso pizzicato, il sax alto di Fazzini, un clarinetto basso, un altro sax alto, la tromba spesso sordinata di Goldoni e dei vocalizzi di una giovane, emozionata, ma attentissima musicista. Ecco alcune note trovate in rete, scritte da Evan Parker per spiegare come affronta un workshop sull’improvvisazione. «Gli unici elementi che porto con me in un workshop sull’improvvisazione sono l’esperienza, i pregiudizi e forse qualche divieto. Sono contrario all’esercizio arbitrario dell’autorità – preferisco piuttosto incoraggiare i musicisti che hanno paura di sbagliare o, all’estremo opposto, quelli che sono fin troppo sicuri di sé. Se devo pensare ai miei divieti, di solito sono contrario all’impiego superfluo dell’amplificazione. Mi auguro prima di tutto di riuscire a capire subito la situazione, così da mettere rapidamente a punto la formula capace di sfruttare al meglio il tempo a disposizione».

Il concerto più bello per chi scrive - non potendo relazionare quelli non visti su musiche di Terry Riley e originali (Elettrofoscari + Unive Ensemble), di Riley e Philip Glass (quintetto Timegate), di Eloisa Manera (al violino e all’elettronica), oltre ad un piano solo di Fabrizio Ottaviucci, un recital con musiche originali e di Riley ed Alvin Curran – è stato quello del pianista e compositore Uri Caine all’auditorium S. Margherita, stracolmo, anche se è facile riempire 237 posti legalmente consentiti per un concerto gratuito in un teatro collocato al centro della movida studentesca. Il pianista, originario di Philadelphia, ma residente a New York, trova sempre molto affetto quando si esibisce a Venezia. Probabilmente anche per aver diretto nel 2003 una delle più belle edizioni della Biennale Musica, rimasta impressa nella memoria degli appassionati di Jazz. Era un po’ agitato, mi ha confidato prima di iniziare, davanti ad un pubblico così numeroso, anche perché aveva scritto tutta la notte in previsione di un concerto con un’orchestra sinfonica americana ad inizio del prossimo anno. Tuttavia non sembrava così. E infatti, appena sedutosi sul seggiolino canonico, ha iniziato con forza a percuotere i tasti, dapprima dando vita ad un potente Free contemporaneo, poi con escursioni nell’Early Jazz, che ama e che ha ascoltato negli anni della sua formazione. In evidenza “Maple leaf rag” di Scott Joplin. Un’ottima, appassionata, versione di “ ‘Round Midnight” : Uri ha sempre un andamento molto ritmico nel tempo medio-veloce che somiglia ad una cavalcata vittoriosa. In questo lungo collage ( durerà 57 minuti) trova spazio un tema ritmico ma sdolcinato (mi viene in mente Elton John) che scivola via verso un gospel sentimentale.  La musica classica è inevitabilmente presente con rimandi a Mahler (l’Adagetto dalla Quinta sinfonia) e a Bach. Uso frequente dei pedali, ottimo dinamismo, tecnica strepitosa: è sempre un piacere ascoltare Uri Caine. Nel ringraziare il pubblico plaudente, scorto in prima fila Evan Parker, gli rende omaggio con un applauso, sentendosi onorato che sia accorso ad ascoltarlo. Una modestia ed un’ammirazione sincera, difficile da trovare in un mondo musicale a volte roso dal cinismo e dall’invidia fra colleghi. Ma non è finita qui. Perché Uri concede ben cinque bis. Il primo, “The Bell”, sembra di capire faccia parte di questa nuova composizione contro Trump. Dopo il concerto mi rivelerà la sua disperazione verso una persona volgare, indegna di guidare gli Stati Uniti. Proseguendo, inserisce “New York, New York (Minnelli, Sinatra). C’è poi un brano molto bello, swingante, in cui affiora il limpido carattere del musicista. Eccellente una versione superveloce di “I mean you” di Thelonious Monk. Poi si siede letteralmente sopra la tastiera, le mani sulle corde, la percuote con i gomiti, scivola via con la “Marcia turca” di Mozart, spezzettata, swingante, grazie anche ad un fraseggio con la mano sinistra sulla parte bassa della tastiera. C’è poi un accenno, mi pare, a ”Nefertiti” di Wayne Shorter, mentre la conclusione poggia su un insistito soul-funk. L’ultimo gioiello è una versione sincopata, ritmica, ad ampio respiro di “Sweet Georgia Brown”. Alla prossima, Uri e grazie di tutto, mentre tanti lo avvicinano per una foto od una firma.

Il secondo ed ultimo concerto all’auditorium S. Margherita è stato il più breve di quelli a cui ho assistito. Sessantatre minuti sono bastati per proporre l’intero CD “Sélébéyone” (2016), titolo che dà anche il nome al settetto guidato dall’altosassofonista e compositore Steve Lehman. Come si legge nel programma di sala «Sèlébéyone in lingua wolof significa “zona di intersezione” e il gruppo, formatosi nel 2015, è proprio questo: un nuovo progetto di collaborazione che prende le sue origini e mette insieme intersecandoli rap senegalese, spectral music, jazz contemporaneo, hip-hop underground, interactive electronics e non solo, per creare una forma unica di sperimentalismo urbano. I musicisti suonando dal vivo non imitano campionamenti ripetitivi in 4/4. Al contrario, gli elementi musicali del gruppo – cambi ritmici, armonie elettroacustiche e sound design – sono completamente integrati con il contenuto lirico». Personalmente, il rap è un genere che non seguo, né mi interessa approfondire i suoi significati, che presumo siano legati a testi di protesta. Comunque HPrizm, newyorkese e Gaston Bandimic, senegalese, hanno dialogato puntualmente tra loro, sospinti da un tappeto musicale di cinque validi musicisti, tra i quali spiccava il veterano Drew Gress al contrabbasso. Carlos Home alle tastiere si è espresso con suoni liquidi, scegliendo spesso un registro di piano elettrico, che ha richiamato la fine degli anni ’60 e la decade successiva, a cominciare dall’uso che ne ha fatto Miles Davis in “Bitches Brew”. Jacob Richards, di Los Angeles, alla batteria, al posto di Diamon Reid nel disco ( che imperversa nel web a interpretare i diversi brani come testimonial di una nota ditta di piatti) non lo ha fatto rimpiangere. Rapidissimo, delicato, ma aggressivo, un fraseggio jazz e Rock che ben si amalgamano, un’attenzione alle direttive, grazie agli spartiti che tutti d’altronde seguono, anche per riflettere su come improvvisare. Maciek Lasserre al sax soprano merita un plauso per alcune composizioni personali come “Origine”, che si alternano a quelle del leader. Che altro aggiungere? Che è la seconda volta che ascolto Steve Lehman dal vivo, senza provare nessuna emozione. La sua musica non mi innervosisce, ma mi annoia. Non mi sembra niente di nuovo o talmente bello da desiderare di ascoltarlo dal vivo né su qualsiasi supporto audio. Comunque la bravura non è in discussione, per un musicista che, come si scopre sul web,  è anche un valente musicologo, autore di parecchi saggi/interviste a celebri colleghi come Anthony Braxton e Jack McLean.

CULTURA & SPETTACOLI NEWS

Il violoncello italiano in Francia

Un duo di violoncelli incanta la platea della Società Veneziana di Concerti

Di Giovanni Greto

emanuela volla claudio ronco“La musica e il piacere”, la nuova stagione di musica da camera della Società Veneziana di Concerti, ha proposto alla scuola grande di S. Giovanni Evangelista un interessante duo di violoncellisti che si è cimentato, su strumenti d’epoca, con una serie di composizioni di autori poco o affatto conosciuti – eccettuato Luigi Boccherini – mai eseguite in tempi moderni. 

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Orchestra Haydn, Mozart, Beethoven e la “prima” italiana di Saariaho

Sotto la direzione di Clemens Schuldt, pagine classiche dei compositori tedeschi e moderne dell’autrice finlandese 

EVGENI BOZHANOV010Il quarto appuntamento della 58a Stagione sinfonica dell’Orchestra segna il ritorno sul podio dell’Orchestra Haydn del tedesco Clemens Schuldt, che martedì 21 novembre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 22 novembre a Trento (Auditorium, ore 20.30) dirigerà la Sinfonia n. 33 di Wolfgang Amadeus Mozart, la “prima” italiana di Nymphea Reflection della finlandese Kaija Saariaho, oltre al celebre Quinto Concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven “Imperatore” (solista il bulgaro Evgeni Bozhanov).

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Il Trio Altus per la Stagione dei concerti della Società Filarmonica di Trento

La formazione esegue pagine di Beethoven, Casella, Schumann e Bernstein

filartn 15.Altus2La grande passione per la musica da camera ha spinto tre raffinati e curiosi musicisti a unire i loro distinti percorsi artistici concentrandosi sulla forma forse più generosa di repertorio del genere classico, quella del trio con pianoforte. L'ispirazione arriva da un luogo magico non solo per l'Italia, il Teatro alla Scala di Milano, dove lavora stabilmente il violoncellista di origine bresciane Sandro Laffranchini, dove ha operato per molti anni il violinista nato a Tirana Klaidi Sahatçi e dove si esibisce spesso il pianista, nato a Pesaro, Andrea Rebaudengo.

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Confindustria Venezia Rovigo e la Fondazione Musei Civici di Venezia: firmato l’accordo per la valorizzazione del patrimonio culturale

Alle aziende aderenti che finanziano l’attività di Muve con l’Art Bonus contropartita in termini di accesso e personalizzazione agli ambienti gestiti dalla Fondazione

accordo piccola industria veneto muveIl Comitato della Piccola Industria di Confindustria Venezia e la Fondazione Musei Civici di Venezia hanno firmato un accordo nell'ottica di avviare una collaborazione tra arte, cultura e impresa affinché vengano sviluppati dei progetti per valorizzare il patrimonio culturale e allo stesso tempo metterlo a disposizione del tessuto economico del territorio.

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Martha Argerich e Vladimir Jurowski a Ferrara Musica

Appuntamento il 15 novembre al teatro comunale “Abbado” per un programma che spazia da Mozart a schumann e Mendelsshon

Martha ArgerichVladimir Jurowski e Martha Argerich tornano al Teatro comunale “Claudio Abbado” per uno degli appuntamenti più attesi della stagione concertistica di Ferrara Musica. Il direttore russo e la pianista argentina suoneranno assieme alla Deutsche Kammerphilharmonie Bremen il 15 novembre prossimo (ore 20.30) in un programma che comprende la Sinfonia in sol maggiore K 318 di Mozart, il Concerto per pianoforte e orchestra Op. 54 in la minore di Schumann e la Sinfonia N. 3 in la minore Op. 56 di Mendelssohn.

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Duo di violoncelli per il secondo appuntamento della Stagione della Società Veneziana di Concerti

Compositori italiani e francesi alla Scuola Grande S. Giovanni Evangelista

Di Giovanni Greto

claudio ronco emanuela vollaIl secondo concerto della Stagione sinfonica della Società Veneziana di Concerti, “La musica e il piacere” vedrà esibirsi alla scuola Grande S. Giovanni Evangelista lunedì 13 novembre (ore 20.00) un duo di violoncellisti che affronterà un interessante programma intitolato “Il violoncello Italiano in Francia”.

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Buona affluenza di pubblico per il ricco cartellone di “Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest”

Quattro giornate con otto gruppi per l’evento ad ingresso gratuito

Di Giovanni Greto

musicafoscariQuattro giornate di festival con otto gruppi o solisti rappresentano un cartellone soddisfacente per un festival, cosa assai rara, ad ingresso gratuito. Il Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest, giunto alla quinta edizione, nasce dall’incontro di due esperienze: il festival di Jazz organizzato dall’Università Ca’Foscari di Venezia, nato nel 2013 ad  integrazione delle attività musicali permanenti – leggi “Workshop” – iniziate nel 2010 e il “San Servolo Jazz meeting, che dal 2004 al 2011 riusciva a calamitare l’attenzione di un vasto pubblico nell’isola ex manicomio maschile, rifiorita dopo l’abbattimento nazionale di simili strutture sanitarie.

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L’Aida di Verdi al Teatro Comunale di Bologna

Prosegue la stagione lirica nella sala Bibiena con il titolo verdiano che torna in scena dopo 16 anni

Aida Micheli Sferisterio macerataLa Stagione lirica del teatro Comunale di Bologna prosegue, dal 12 al 22 novembre (8 repliche il 12, 14, 15, 16, 18, 19, 21 e 22 novembre), con una delle opere più amate di Giuseppe Verdi, “Aida”, che torna così in sala Bibiena dopo 16 anni.

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Società Filarmonica di Trento, serata lirica con il baritono Luca Pisaroni

Accompagnato al pianoforte da Christian Koch, saranno eseguite pagine di Bellini, Rossini, Tosti Gershwin, Porter e Rodgers

14.Pisaroni1Un appuntamento (giovedì, ore 20.45) insolito ma di grande fascino per il pubblico della Società Filarmonica di Trento quello con il basso-baritono italiano Luca Pisaroni per un programma diviso a metà fra la lirica italiana del secolo romantico e i songs americani con i ritmi della modernità. 

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Al Mart di Rovereto due retrospettive dedicate all’opera di Francesco Lo Savio e Carlo Alfano

Due progetti espositivi ad altrettanti intrepreti delle grammatiche contemporanee italiane. Due proposte parallele dedicate a due grandi precursori delle istanze dell’ultimo Novecento

4 Francesco Lo Savio Mart Rovereto veduta della mostra. Ph Mart Bianca Lampariello 4Dal 5 novembre al 18 marzo 2018 al Mart di Rovereto sono visitabili due interessanti ed originali mostre, forse non per il grande pubblico, ma sicuramente preziose per la loro portata culturale nella storia dell’arte moderna del Paese.

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Il Cuarteto Quiroga in concerto alla Società Filarmonica di Trento

L’ensemble spagnolo integrato al pianoforte da Javier Perianes, impegnato in un programma tra Schumann e i compositori iberici

filartn 13.Quiroga PerianesUn'altra serata speciale quella di giovedì 26 ottobre (ore 20.45) scelta dalla Filarmonica di Trento per completare un omaggio alla nuova scuola di musica da camera sorta autorevolmente nella Spagna degli ultimi anni. Ecco, dopo il prestigioso Cuarteto Casals, una seconda formazione cameristica divenuta rapidamente punto di riferimento imprescindibile nel settore: il Cuarteto Quiroga, fondato a Madrid nel 2004 da quattro dinamici musicisti audaci quanto originali nella lettura delle grandi pagine storiche del quartetto, ma attenti, sin dal nome (il musicista Manuel Quiroga), a diffondere quanto scritto nella loro terra d'origine.

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Il “Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione” di Vivaldi in programma a “I concerti della Domenica”

A Padova all’Auditorium Pollini i Solisti Veneti impegnati nell’esecuzione delle “Quattro stagioni” del “Prete Rosso”

solisti venetiIl massimo capolavoro di Antonio Vivaldi, “Le Stagioni” fra le opere musicali più amate in assoluto in ogni parte del mondo, sarà al centro del programma de “I Concerti della domenica” de “I Solisti Veneti” diretti da Claudio Scimone domenica 29 ottobre, ore 11.00, all’Auditorium “Pollini” di Padova.

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Fondazioni lirica Arena di Verona verso la conclusione del commissariamento

Il sindaco di Verona Sboarina ne ha discusso con ministro Franceschini 

sboarina franceschiniIncontro a Roma con il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, per il sindaco di Verona, Federico Sboarina, al fine di concordare la fine della fase commissariale per la Fondazione Arena, sancita con il decreto 205 del 15 aprile 2016.

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Al via la Stagione concertistica 2017-’18 del Conservatorio “Tartini” di Trieste

Dal 18 ottobre al 24 gennaio 11 serate con prestigiosi interpreti

Orchestra Sinfonica TartiniAl via la nuova Stagione di Concerti autunno – inverno 2017/2018 del Conservatorio “Tartini”, in programma dal 18 ottobre al 24 gennaio 2018: 11 appuntamenti con i quali il Conservatorio “Tartini” di Trieste si apre ancora una volta al pubblico della città con una rassegna ideata nel segno dell’alta qualità concertistica a cura del direttore Roberto Turrin e del docente Andrea Amendola delegato alla produzione artistica. Come sempre l’ingresso è libero previa prenotazione, con inizio alle 20.30.

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Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento: torna ad esibirsi il violoncellista russo Alexey Stadler

Sul podio c’è l’estone Arvo Volmer che dirige pagine di Prokof’ev , Čajkovskij e Schönberg

Alexey Stadler 2La LVIII Stagione sinfonica dell’Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento prosegue martedì 17 ottobre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 18 ottobre a Trento (Auditorium, ore 20.30) ospitando il giovane violoncellista russo Alexey Stadler.

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Società Filarmonica di Trento, appuntamento d’eccezione con Jordi Savall e Le Concert des Nations

Evento realizzato con il supporto del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya e l’Institut Ramon Llull in collaborazione con il Festival Trentomusicantica 2017

jordi Savall 1Attesissimo appuntamento musicale lunedì 16 ottobre (ore 20.45) alla sala dei concerti della Società Filarmonica di Trento (da tempo tutto esaurito) che vede sul palcoscenico di via Verdi per la seconda volta uno dei più applauditi musicisti viventi, Jordi Savall e i suoi amici de “Le Concert des Nations” (Pierre Hamon, flauto dolce; Marc Hantaï, YiFen Chen, traversieri; Jakob Lehmann Mauro Lopes, violini; Angelo Bartoletti, viola; Balázs Máté, violoncello; Xavier Puertas, violone; Luca Guglielmi, clavicembalo).

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L’Archivio fotografico Graziano Arici donato alla Fondazione Querini Stampalia

Il fondo del fotografo veneziano annovera oltre un milione di immagini 

Di Giovanni Greto

graziano ariciNuova, importante acquisizione della Fondazione Querini Stampalia con la donazione dell’archivio del celebre fotografo veneziano Graziano Arici che vive e lavora ad Arles in Francia.

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“Note Riflesse” al Palazzetto Bru-Zane

Un gradevole concerto con riferimenti al vetro in occasione della “Venice Glass Week”. Presentazione del festival “Antoine Reicha musicista cosmopolita e visionario”

Di Giovanni Greto

bru zane note riflesseIl Palazzetto Bru Zane ha partecipato alla prima edizione di “The Venice Glass Week”, offrendo un convincente excursus intorno all’arte della lirica in un recital per voce e pianoforte che ha ripercorso la produzione francese a partire dalla metà dell’Ottocento con “Le Petits Coups”(1849), una Mélodie di Edouard Lalo (1823-1892), per arrivare ai primi del Novecento con “Air de Nini. Loin du coktail”, tratto dall’operetta “La D’moiselle du Taabarin”(1910) di Edmond Missa (1861-1910). E proprio quest’aria ha provocato il sorriso, per il testo e per un’interpretazione fresca e spiritosa, tra il pubblico presente al Palazzetto.

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150 anni ferrovia del Brennero: viaggio attraverso la linea che unisce l’Italia all’Europa

Il libro di Wittfrida Mitterer edito da Athesia compie un viaggio attraverso l’epopea delle grandi costruzioni ferroviarie dall’impero asburgico fino al giorno d’oggi

150 Jahre Brennereisenbahn 150 anni ferrovia brenneroNella seconda metà dell’Ottocento, in tutt’Europa c’era fermento per la costruzione di nuove linee ferroviarie, per assecondare il desiderio di comunicazioni veloci via terra utilizzando la scoperta di pochi anni prima della macchina a vapore associata ad un percorso rigido su ferro capace di veicolare vagoni carichi di merci e di persone in alternativa alle diligenze dell’epoca trainate da cavalli su strade bianche e dissestate.

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Auditorium Manzoni di Bologna, presentata la stagione sinfonica 2017-’18

13 appuntamenti tra la musica classica e il pop sinfonico di Numan e Bregovic. Spazio anche alla classica con la Filarmonica di Bologna 

Auditorium Teatro manzoni bolognaSarà la musica, nelle sue molteplici declinazioni, dalla classica al pop e alla danza, la protagonista della nuova stagione dell'Auditorium Manzoni di Bologna presentata dal direttore Giorgio Zagnoni. Tredici appuntamenti, dal 15 novembre all'11 giugno, otto dei quali affidati all'Orchestra Filarmonica di Bologna, con l'apertura di Michael Nyman che sonorizzerà dal vivo la prima italiana del suo film “Man with a Movie Camera”. 

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