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11
Nov

Buona affluenza di pubblico per il ricco cartellone di “Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest”

Quattro giornate con otto gruppi per l’evento ad ingresso gratuito

Di Giovanni Greto

musicafoscariQuattro giornate di festival con otto gruppi o solisti rappresentano un cartellone soddisfacente per un festival, cosa assai rara, ad ingresso gratuito. Il Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest, giunto alla quinta edizione, nasce dall’incontro di due esperienze: il festival di Jazz organizzato dall’Università Ca’Foscari di Venezia, nato nel 2013 ad  integrazione delle attività musicali permanenti – leggi “Workshop” – iniziate nel 2010 e il “San Servolo Jazz meeting, che dal 2004 al 2011 riusciva a calamitare l’attenzione di un vasto pubblico nell’isola ex manicomio maschile, rifiorita dopo l’abbattimento nazionale di simili strutture sanitarie.

Il titolo scelto dal direttore artistico Daniele Goldoni, professore di estetica delle arti all’ateneo e trombettista, “Rainbows”, «richiama i tanti colori musicali che il Jazz oggi esplora oltre i suoi confini e al tempo stesso richiama la musica di Terry Riley, la cui presenza nel festival fa dialogare l’improvvisazione jazzistica con l’indeterminazione della musica sperimentale e minimal».

Il primo appuntamento, l’unico all’auditorium dell’isola di San Servolo, è con “The Claudia Quintet”, guidato dal batterista John Hollenbeck, che lo fondò nel 1997. Il nome di donna si riferisce ad una fan dei primi tempi che promise di ritornare successivamente, senza più mantenere la parola data. E’ considerato uno dei gruppi più innovativi della scena newyorkese ed esegue una musica difficile da catalogare. Azzardo: un Jazz moderno tra il mainstream e la musica contemporanea, con la creatività sullo sfondo. Otto i brani ascoltati, tutti originali del leader, spesso divertente nel momento di introdurre un brano, come nel caso di “Angry”, titolo scelto per essere stato preso in giro da una serie di scolari all’interno di uno Schoolbus giallo. La batteria ha una sonorità affascinante. Le pelli, pur tirate, danno un suono caldo e profondo, sopratttutto nella grancassa. Jeremy Viner passa con abilità dal clarinetto al sax tenore. Red Wierenga, alla fisarmonica, spesso conferisce una certa malinconia, che dà luce e rende bello il brano. Matt Moran al vibrafono esibisce la tecnica a due e a quattro mallets, oltre a sfregare con un arco di crine le lamelle nei brani dal carattere più misterioso. Adam Hopkins è un giovane contrabbassista che intuisce e sostiene le idee di Hollenbeck. Tempi dispari, accelerazioni, momenti infuocati, ritmi funk, spazzole, si rincorrono per un’ottantina di minuti. Belli a volte gli stop in cui si tolgono o il basso e la batteria, o la fisarmonica, il vibrafono e il fiato, quasi una riflessione per ripartire tutti insieme in maniera concitata. Tra i titoli, segnalo “September Night”, dedicato a Wayne Shorter e “Rose colored Rhythm”, allo scomparso master drummer senegalese DouDouN’Diaye, padre, a detta di Hollenbeck di ben 35 figli.

Interessante il pomeriggio sabatino alla Fondazione Levi in compagnia di Evan Parker (Bristol, 1944), specialista di sax soprano e alfiere della tecnica di respirazione circolare, di cui ha dato ampia dimostrazione in un’improvvisazione durata sedici minuti, ossessiva, ipnotica, seguita in silenzio da una platea di appassionati e musicisti. A seguire ha condotto una performance di ventisei minuti con un tentetto di giovani musicisti militanti in Elettrofoscari e Unive Ensemble, oltre a Daniele Goldoni, ala tromba e Nicola Fazzini al sax alto, il quale da tempo insegna nei workshop dell’ateneo. Parker, spalle al pubblico, guarda i musicisti e con dei gesti indica su che cosa improvvisare oppure fa capire ad ognuno quando è il momento di mettersi in luce o di smettere. Si inizia con il suono di una sanza, il piano a pollice di origine africana, a cura del batterista Raul Catalano. Entra poi il piano elettrico con fraseggi che ricordano il periodo davisiano di “Bitches Brew”. Gli altri strumenti sono il contrabbasso, la chitarra acustica con pick up, un violino spesso pizzicato, il sax alto di Fazzini, un clarinetto basso, un altro sax alto, la tromba spesso sordinata di Goldoni e dei vocalizzi di una giovane, emozionata, ma attentissima musicista. Ecco alcune note trovate in rete, scritte da Evan Parker per spiegare come affronta un workshop sull’improvvisazione. «Gli unici elementi che porto con me in un workshop sull’improvvisazione sono l’esperienza, i pregiudizi e forse qualche divieto. Sono contrario all’esercizio arbitrario dell’autorità – preferisco piuttosto incoraggiare i musicisti che hanno paura di sbagliare o, all’estremo opposto, quelli che sono fin troppo sicuri di sé. Se devo pensare ai miei divieti, di solito sono contrario all’impiego superfluo dell’amplificazione. Mi auguro prima di tutto di riuscire a capire subito la situazione, così da mettere rapidamente a punto la formula capace di sfruttare al meglio il tempo a disposizione».

Il concerto più bello per chi scrive - non potendo relazionare quelli non visti su musiche di Terry Riley e originali (Elettrofoscari + Unive Ensemble), di Riley e Philip Glass (quintetto Timegate), di Eloisa Manera (al violino e all’elettronica), oltre ad un piano solo di Fabrizio Ottaviucci, un recital con musiche originali e di Riley ed Alvin Curran – è stato quello del pianista e compositore Uri Caine all’auditorium S. Margherita, stracolmo, anche se è facile riempire 237 posti legalmente consentiti per un concerto gratuito in un teatro collocato al centro della movida studentesca. Il pianista, originario di Philadelphia, ma residente a New York, trova sempre molto affetto quando si esibisce a Venezia. Probabilmente anche per aver diretto nel 2003 una delle più belle edizioni della Biennale Musica, rimasta impressa nella memoria degli appassionati di Jazz. Era un po’ agitato, mi ha confidato prima di iniziare, davanti ad un pubblico così numeroso, anche perché aveva scritto tutta la notte in previsione di un concerto con un’orchestra sinfonica americana ad inizio del prossimo anno. Tuttavia non sembrava così. E infatti, appena sedutosi sul seggiolino canonico, ha iniziato con forza a percuotere i tasti, dapprima dando vita ad un potente Free contemporaneo, poi con escursioni nell’Early Jazz, che ama e che ha ascoltato negli anni della sua formazione. In evidenza “Maple leaf rag” di Scott Joplin. Un’ottima, appassionata, versione di “ ‘Round Midnight” : Uri ha sempre un andamento molto ritmico nel tempo medio-veloce che somiglia ad una cavalcata vittoriosa. In questo lungo collage ( durerà 57 minuti) trova spazio un tema ritmico ma sdolcinato (mi viene in mente Elton John) che scivola via verso un gospel sentimentale.  La musica classica è inevitabilmente presente con rimandi a Mahler (l’Adagetto dalla Quinta sinfonia) e a Bach. Uso frequente dei pedali, ottimo dinamismo, tecnica strepitosa: è sempre un piacere ascoltare Uri Caine. Nel ringraziare il pubblico plaudente, scorto in prima fila Evan Parker, gli rende omaggio con un applauso, sentendosi onorato che sia accorso ad ascoltarlo. Una modestia ed un’ammirazione sincera, difficile da trovare in un mondo musicale a volte roso dal cinismo e dall’invidia fra colleghi. Ma non è finita qui. Perché Uri concede ben cinque bis. Il primo, “The Bell”, sembra di capire faccia parte di questa nuova composizione contro Trump. Dopo il concerto mi rivelerà la sua disperazione verso una persona volgare, indegna di guidare gli Stati Uniti. Proseguendo, inserisce “New York, New York (Minnelli, Sinatra). C’è poi un brano molto bello, swingante, in cui affiora il limpido carattere del musicista. Eccellente una versione superveloce di “I mean you” di Thelonious Monk. Poi si siede letteralmente sopra la tastiera, le mani sulle corde, la percuote con i gomiti, scivola via con la “Marcia turca” di Mozart, spezzettata, swingante, grazie anche ad un fraseggio con la mano sinistra sulla parte bassa della tastiera. C’è poi un accenno, mi pare, a ”Nefertiti” di Wayne Shorter, mentre la conclusione poggia su un insistito soul-funk. L’ultimo gioiello è una versione sincopata, ritmica, ad ampio respiro di “Sweet Georgia Brown”. Alla prossima, Uri e grazie di tutto, mentre tanti lo avvicinano per una foto od una firma.

Il secondo ed ultimo concerto all’auditorium S. Margherita è stato il più breve di quelli a cui ho assistito. Sessantatre minuti sono bastati per proporre l’intero CD “Sélébéyone” (2016), titolo che dà anche il nome al settetto guidato dall’altosassofonista e compositore Steve Lehman. Come si legge nel programma di sala «Sèlébéyone in lingua wolof significa “zona di intersezione” e il gruppo, formatosi nel 2015, è proprio questo: un nuovo progetto di collaborazione che prende le sue origini e mette insieme intersecandoli rap senegalese, spectral music, jazz contemporaneo, hip-hop underground, interactive electronics e non solo, per creare una forma unica di sperimentalismo urbano. I musicisti suonando dal vivo non imitano campionamenti ripetitivi in 4/4. Al contrario, gli elementi musicali del gruppo – cambi ritmici, armonie elettroacustiche e sound design – sono completamente integrati con il contenuto lirico». Personalmente, il rap è un genere che non seguo, né mi interessa approfondire i suoi significati, che presumo siano legati a testi di protesta. Comunque HPrizm, newyorkese e Gaston Bandimic, senegalese, hanno dialogato puntualmente tra loro, sospinti da un tappeto musicale di cinque validi musicisti, tra i quali spiccava il veterano Drew Gress al contrabbasso. Carlos Home alle tastiere si è espresso con suoni liquidi, scegliendo spesso un registro di piano elettrico, che ha richiamato la fine degli anni ’60 e la decade successiva, a cominciare dall’uso che ne ha fatto Miles Davis in “Bitches Brew”. Jacob Richards, di Los Angeles, alla batteria, al posto di Diamon Reid nel disco ( che imperversa nel web a interpretare i diversi brani come testimonial di una nota ditta di piatti) non lo ha fatto rimpiangere. Rapidissimo, delicato, ma aggressivo, un fraseggio jazz e Rock che ben si amalgamano, un’attenzione alle direttive, grazie agli spartiti che tutti d’altronde seguono, anche per riflettere su come improvvisare. Maciek Lasserre al sax soprano merita un plauso per alcune composizioni personali come “Origine”, che si alternano a quelle del leader. Che altro aggiungere? Che è la seconda volta che ascolto Steve Lehman dal vivo, senza provare nessuna emozione. La sua musica non mi innervosisce, ma mi annoia. Non mi sembra niente di nuovo o talmente bello da desiderare di ascoltarlo dal vivo né su qualsiasi supporto audio. Comunque la bravura non è in discussione, per un musicista che, come si scopre sul web,  è anche un valente musicologo, autore di parecchi saggi/interviste a celebri colleghi come Anthony Braxton e Jack McLean.

CULTURA & SPETTACOLI NEWS

Chamber Music Trieste, concerto del duo Suyoen Kim (violino) e Dong-Hyek Lim (pianoforte)

Eseguite pagine di Schubert nel solco del celebrato “Schubert for two”

KIM LIMSi apre nel segno di Franz Schubert, con un concerto affidato ai celebrati interpreti di “Schubert for two” – la violinista Suyoen Kim e il pianista Dong-Hyek Lim, autori del disco pubblicato con successo da Deutsche Grammophon - la Stagione cameristica 2018 dell’Associazione Chamber Music Trieste, che propone 15 grandi concerti al Teatro Verdi di Trieste - Sala Ridotto Victor De Sabata, dal 22 gennaio al 10 dicembre, intorno al tema “Emozione e razionalità”.

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“Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse”

L’opera multimediale noir di Roberto Vetrano nell’ambito della Stagione lirica di Trento e Bolzano della Fondazione Haydn

MAJORANA ANTEPIANO ph ALESSIA SANTAMBROGIO 96“OPER.A 20.21”, la stagione d’opera regionale della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prosegue in gennaio al Teatro Sociale di Trento con “Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse” di Roberto Vetrano. Un’opera, dallo spettacolare allestimento multimediale, che racconta ed esplora le tante ipotesi che si sono susseguite sulla misteriosa scomparsa del celebre fisico nucleare.

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“La Bohème” inaugura la Stagione lirica del Comunale di Bologna

Dirige Michele Mariotti con la regia di Graham Vick 

la boheme comunale bologna“La Bohème” di Giacomo Puccini, una delle opere più amate di sempre e tra le più rappresentate al mondo, inaugura il 19 gennaio (ore 20.00; repliche il 20, 21, 23, 24, 25, 27 e 28) la Stagione lirica del Teatro Comunale di Bologna in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick, con la direzione musicale di Michele Mariotti.

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“Questioni di lingua” inaugura la nuova collana “I Tolettini”

L’opera di Pietro Bortoluzzi edita per i tipi de “La Toletta Edizioni” fa il punto sulla lingua del Sì

Di Giovanni Greto

copertina QUESTIONI DI LINGUA bassaL’ultima fatica di Pietro Bortoluzzi, docente di lettere e latino, è stata presentata negli spazi del Liceo classico Marco Polo di Venezia, dove il professore insegna, in un incontro promosso dai giovani studenti del gruppo “Toletta Teens”, in collaborazione con l’editore e libraio della storica libreria veneziana. Il volume tascabile (10x16,5 centimetri) fa parte di una nuova collana, “I Tolettini”, che potrebbe trovare il consenso di un pubblico giovane o di chi non è avvezzo ad acquisti cartacei.

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Società Filarmonica di Trento, al via la stagione dei concerti 2018 con il recital pianistico di Filippo Gorini

Giovane talentuoso emergente della scuola italiana, propone un programma spaziante da Schumann, Brahms a Beethoven

01.Filippo Gorini 2 2017 photo Mat Hennek 3Con lunedì 15 gennaio decolla la Stagione dei concerti 2018 della Società Filarmonica di Trento con un primo cambiamento: quello dell’orario dei concerti, quest’anno anticipato di 15 minuti alle ore 20.30. Ad inaugurare la Stagione il giovane pianista Filippo Gorini è l’ultimo tra i talenti emergenti sulla scena musicale internazionale. 

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Concerto della Chamber Orchestra of Europe con Yuja Wang a Ferrara

La stagione concertistica di Ferrara Musica riprende l’11 gennaio con la discussa star cinese per minigonne e tacchi a spillo 

wang yuja pianistaLa stagione concertistica di Ferrara Musica, l'associazione fondata da Claudio Abbado nel 1989, riprende l'11 gennaio con la Chamber Orchestra of Europe e la pianista cinese, star internazionale, Yuja Wang, primo di otto concerti che verranno portati in tournée a Brescia (il 12), Reggio Emilia (il 13) e in Spagna. In programma brani di Mendelssohn, Beethoven, Chopin. Maestro concertatore sarà il primo violino dell'orchestra, Lorenza Borrani.

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Fondazione Arena di Verona il nuovo sovrintendente è la veronese Cecilia Gasdia

La nomina del famoso soprano contestata dall’ex sindaco Tosi. Replica di Sboarina: «Tosi non riesce a introitare le sconfitte di cui è stato protagonista ed artefice»

Cecilia Gasdia nuovo soprintendente arena veronaLa celebre soprano Cecilia Gasdia sarà il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. La scelta della cantante è stata decisa all'unanimità dal Consiglio di indirizzo, che si è riunito per la prima volta sotto la presidenza del sindaco Federico Sboarina, a conclusione del periodo di commissariamento. L'indicazione sarà ora trasmessa al ministero dei Beni culturali per l'atto ufficiale di nomina.

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“Fiabe popolari veneziane”: torna a risplendere il mondo delle fiabe e tradizioni popolari

Daniela Zamburlin per i tipi di Venìpedìa editrice si cimenta nella raccolta delle storie popolari anche in funzione educative per imparare l’inglese

Di Giovanni Greto

zamburlin fiabe“Venìpedìa editrice”, nata nel 2016 dopo aver lanciato nel 2012 “Venìpedìa”, un’enciclopedia tematica on line – con centinaia di schede enciclopediche, con lo scopo di divulgare l’argomento “Venezia” in modo innovativo, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo di tutte le età – ha presentato nelle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana il suo secondo libro.

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“Trio Music”, nuovo lavoro musicale di Franco d’Andrea

Sei Cd per 315 minuti di musica per comprendere la tecnica del pianista in occasione del suo settantacinquesimo compleanno

di Giovanni Greto

franco dandrea“Trio Music” è un progetto discografico in tre volumi – ognuno composto da due CD – dedicato da “Parco della Musica Records” a Franco D’Andrea, in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un riconoscimento alla carriera «per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma».

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La Cappella marciana in concerto nella basilica di San Marco a Venezia per celebrare Zarlino e Monteverdi

Due ottimi concerti e un CD di un’ensemble che richiama in Basilica appassionati da ogni parte del mondo

Di Giovanni Greto

cappella MarcianaNon finisce di stupire e di entusiasmare la Cappella musicale della Basilica di San Marco di Venezia – questo il nome per esteso, anche se per comodità la si indica come Cappella Marciana – grazie alle doti del suo direttore, il compositore, musicologo, ricercatore, editore musicale Marco Gemmani, attualmente anche docente di direzione di coro e composizione corale presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

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“Ex Novo Musica”, la Stagione 2017 è stata un caleidoscopio delle musiche del Novecento

Il Festival si conferma un appuntamento imperdibile, alla scoperta di nuovi autori contemporanei

Di Giovanni Greto

ex novo musicaGiunto alla XIV edizione, il Festival Ex Novo Musica, curato come sempre  con passione da “Ex Novo Ensemble”, ha costruito in dieci concerti e una presentazione di due CD di Claudio Ambrosini, presidente dell’Ensemble, una vasta antologia di un secolo di musica italiana (1924-2017).

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Concerto di Capodanno alla Fenice con Chung

Tutti esauriti i cinque concerti di Capodanno. Polemica tra Ortombrina e Muti sulla diretta del concerto veneziano al posto di quello da Vienna

Di Giovanni Greto

Teatro la fenice venezia 2013 Concerto CapodannoImmediatamente dopo la prova generale, il neosovrintendente Fortunato Ortombina, nonchè direttore artistico del teatro da un decennio, ha presentato la XV edizione del Concerto di Capodanno al teatro La Fenice di Venezia.

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Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento, tournee in Regione per i concerti di fine e inizio anno

Evento all’insegna delle musiche di Johann Strauss jr., Josef Strauss, Eduard Strauss, Joseph Lanner, Robert Stolz

31 12 2015 Orchestra Haydn Wycik Geb Auditorium Trento 021Si rinnova la tradizione del concerto di Capodanno, indissolubilmente legata a Vienna e alla sua musica da ballo, soprattutto al valzer, quel celebre ritmo in tre quarti che da sempre è abbinato alla dinastia degli Strauss.

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Al Teatro “Verdi” di Pordenone concerto di fine anno con l’Orchestra sinfonica della Radio nazionale Ucraina di Kiev

Iniziativa del Centro iniziative culturali con Giuseppe Albanese solista al pianoforte e Volodymyr Sheiko alla direzione

csm UkrainianDomenica 31 dicembre (ore 16.00) concerto di fine anno al Teatro “Verdi” di Pordenone con l’Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Ucraina di Kiev, diretta da Volodymyr Sheiko con Giuseppe Albanese al pianoforte su iniziativa del Centro Iniziative Culturali Pordenone con il sostegno della Ragione Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del comune altre realtà del territorio.

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“Musikamera”, presentata la nuova stagione al Teatro “La Fenice” di Venezia

14 concerti di qualità dal 30 gennaio al 13 novembre 

di Giovanni Greto

pianista figa japConclusasi da poco, con un bilancio felicemente positivo, confermato dalla presenza numerosa di un pubblico di appassionati, la prima stagione di “Musikamera”, è già tempo di proiettarsi al futuro. Il 30 gennaio partirà la stagione 2018, che si articola nuovamente in dodici doppi concerti nelle sale Apollinee e due in data singola nella sala grande del teatro La Fenice.

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Presentata la nuova stagione del Teatro Corso di Mestre

Dieci spettacoli tra musica, balletto e tanta comicità

Di Giovanni Greto

Marco Pippo e GaetanoParte con un doppio tutto esaurito il 31 dicembre e il primo gennaio la nuova stagione del Teatro Corso di Mestre (tutti gli spettacoli, tranne eccezioni, iniziano alle ore 21.15). Fino al 19 aprile si snoderanno dieci spettacoli, selezionati tra quelli che incontrano i gusti e le preferenze di un vasto pubblico.

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Società Filarmonica Trento: presentata la Stagione dei concerti 2018

Una realtà in salute, capace di proporre ogni anno più di 60 concerti che ha al suo attivo 223 anni di vita. Tra le novità della Stagione 2018 il cambio d’orario dei concerti

06.Concerto de Cavalieri strings credit Paolo Soriani 1 previewLa Società Filarmonica di Trento, sodalizio musicale da camera attiva da ben 223 anni, ha presentato la nuova Stagione dei concerti 2018 che inaugura il prossimo 15 gennaio con una grafica rinnovata interpretata da una giovane artista che cammina spedita suonando il suo violino, richiamando simbolicamente la Società Filarmonica, un’istituzione che corre per realizzare più di 60 concerti all’anno, gratificando così circa 14.000 spettatori di tutte le età. 

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Trova casa in Italia a Ferrara l'Orchestra giovanile europea

Lascia Londra dopo la “Brexit”. Franceschini: «primeggiamo in cultura»

Franceschini Maggioni EuyoUn concerto al Teatro “Abbado” di Ferrara nel marzo 2018 sarà il debutto ufficiale nella nuova sede italiana per la European Union Youth Orchestra (Euyo), composta da 160 elementi su 3.000 musicisti di età compresa tra i 16 e i 26 anni, selezionati annualmente nelle audizioni che si tengono in tutti i 28 Stati membri dell'Unione Europea.

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Il Quartetto Guadagnini con Avi Avital al mandolino solista per l’ultimo concerto della Società Filarmonica di Trento

Chiusura di Stagione con l’esecuzione in prima assoluta di “Burlesque” per mandolino e quartetto d’archi di Ugoletti commissionato dalla Società Filarmonica 

quartetto GuadagniniProtagonista, a chiusura della stagione 2017 della Società Filarmonica di Trento (martedì 19 dicembre, ore 20.45), è uno strumento chiamato di rado sui palcoscenici della musica da camera, il mandolino. Il suo fascino popolare viene qui elevato all’ennesima potenza grazie a un musicista carismatico, dotato di un temperamento capace di lasciare un segno indelebile, l'israeliano Avi Avital. Nato nel 1978 a Be’er Sheva si è diplomato al Conservatorio di Gerusalemme e quindi in Italia con Ugo Orlandi a Padova. 

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Orchestra di Bolzano e Trento “Haydn” in concerto sotto la direzione di Andris Poga

Michele Campanella, fra gli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale, impegnato nell’interpretazione di “Malédiction” per pianoforte e archi di Franz Liszt

AndrisPoga photo cJeanPhilippeRaibaud 1Michele Campanella, pianista di fama internazionale, tra i maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, suonerà assieme ai professori dell’Orchestra di Bolzano e Trento “Haydn” martedì 19 dicembre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 20 dicembre a Trento (Auditorium, ore 20.30) sotto la direzione del lettone Andris Poga, per la prima volta sul podio dell’orchestra regionale.

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