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07
Gen

Conclusa la IV edizione di “Musicafoscari San Servolo Jazz Festival”

Tutte molto affollate le proposte delle cinque giornate del festival

Di Giovanni Greto

 

jazz simbologia neonForse gli organizzatori si aspettavano un afflusso maggiore di pubblico nelle cinque giornate del Festival Jazz, ideato da Daniele Goldoni, docente di estetica all’università Ca’Foscari di Venezia, nonché trombettista attento a catturare e possibilmente creare qualche cosa di musicalmente nuovo. C’è stato comunque un concerto all’insegna del tutto esaurito, commenti sostanzialmente positivi, per cui non val la pena di abbattersi.

L’inaugurazione ha avuto luogo all’interno di “Ca’Foscari Zattere”(CFZ), luogo di studio – è una confortevole, frequentata biblioteca non solo studentesca – e di eventi culturali – musica, arte, teatro, cinema – che sempre più sta cercando di coinvolgere l’intera città.

Ha iniziato l’ensemble Elettrofoscari, proponendo quattro brani originali, composti ciascuno da un diverso musicista del quintetto: “Maler”, un ritmato Jazz-Rock del batterista Raul Catalano; “Orbite” dell’altosassofonista Nicola Fazzini, il quale già da tre anni sta collaborando alla manifestazione; “Minima”, di Daniele Goldoni; “Hillary Step”, del pianista Alberto Bettin. Completava l’organico Massimiliano Cappello, apprezzato chitarrista nella passata edizione, questa volta alle prese col basso elettrico.

A seguire una novità, l’“Unive Ensemble”, diretto da Fazzini, partecipe anche come musicista, frutto di due anni di lavoro  tra gli studenti. Fazzini ha puntato sull’improvvisazione e sugli “head arrangements” (arrangiamenti creati estemporaneamente e imparati inizialmente senza partitura), in modo da stimolare una creatività globale. L’organico, numeroso – fiati, archi, due voci femminili e la sezione ritmica – ha bene impressionato il pubblico accorso, eseguendo due composizioni originali, “5-7-7-5” e “Primo incontro” e il bel tema di Lennie Tristano, “Turkish mambo”, assai amato e molto spesso eseguito dal pianista Franco D’Andrea.

Dopo una breve pausa per motivi tecnici, è toccato alla Big Band Unipd, concludere un festoso pomeriggio. Formatasi nel gennaio di quattro anni fa, è diretta dal contrabbassista Alessandro Fedrigo, partner di Fazzini nel gruppo Hyper, è composta da studenti, attuali ed ex, e da personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo Patavino. E’ una big band classica (4 trombe, 4 tromboni, 5 sassofoni e la sezione ritmica). Ha un suono corposo; ogni membro è molto attento a svolgere a puntino la propria parte; gli assolo dei fiati hanno evidenziato una generosa vitalità. Tre i brani in scaletta: “Caravan”, nell’arrangiamento originale dell’autore e inimitabile bandleader Duke Ellington; “Catalisi”, in 5/4, nato da un laboratorio di composizione collettivo; “Triatonic”, un ¾ del sassofonista vicentino Ettore Martin.

Al teatro Ca’Foscari di S.Marta, la sera seguente si è ascoltato il Jazz cameristico del gruppo “Fresh Frozen”, coguidato da Achille Succi, ai clarinetti e al sax alto e da Christopher Culpo al pianoforte. Alle spalle due CD registrati in trio, i due leader hanno pensato di aggiungere al trombone e all’impegnativo eufonio (Massimo Morganti), un violoncello (Salvatore Maiore). Undici composizioni (quattro di Succi, cinque di Culpo, più due improvvisazioni) hanno dato vita ad un set unico di circa ottanta minuti. Come ha spiegato Culpo, prima di eseguire il suo “Amplituhedrons”, l’ensemble tenta di mettere insieme la musica contrappuntistica con altri linguaggi, oltre a privilegiare l’improvvisazione estemporanea. I musicisti tecnicamente sono tutti molto bravi, ma il concerto non è riuscito ad entusiasmare. Simpatico, “Sbach”, di Succi, il penultimo brano eseguito. Si tratta del mascheramento di una partita per violino solo di J. S. Bach. All’auditorium dell’isola di S. Servolo, che fino a qualche anno fa ospitava una seguitissima rassegna Jazz, si è potuto scoprire un insolito duo strumentale – chitarra e batteria - assai affiatato, pronto ad ascoltarsi e a rincorrersi nelle lunghe e fresche improvvisazioni. Andrea Massaria, triestino, e il veterano drummer americano Bruce Ditmas, uno dei protagonisti dei concerti di “Un certo discorso” a Venezia e a Mestre nel 1980 (in quell’occasione suonò con Gil Evans), hanno proposto integralmente il loro recente lavoro, pubblicato dall’etichetta “nusica.org”, “The music of Carla Bley”, omaggio alla scrittura  particolare della pianista e bandleader americana. Sei i brani ascoltati in circa settanta minuti, con improvvisazioni dilatate rispetto alle versioni in studio. Massaria utilizza una serie di supporti elettronici che conferiscono effetti svariati alla sua chitarra (sembra una tastiera in “And now the Queen”). Fa capolino un alone di mistero in “Olhos de gato”, sembra di udire il suono di un vento che soffia maestoso. Ottimo il drumming di Ditmas – alle spazzole, alle bacchette, ai mallets – che si inserisce tra le pause dei solo di Massaria, od introduce egli stesso il pezzo, come in “Batterie”, evidenziando sempre un perfetto senso poliritmico. Il pubblico, attento, percepisce la bravura degli artisti, ne apprezza gli arrangiamenti e tributa loro applausi affettuosi.  

In un pomeriggio sabatino, il musicista e compositore tedesco Michael Riessler (1957) ha tenuto una stimolante conversazione dal titolo “La prima idea è quella buona, la seconda è troppo tardi”, su come si improvvisa, come si può inventare la musica senza leggere le note. Ha chiesto a Fazzini e a Goldoni di reagire ad una forma di base in quattro modi : con l’imitazione, l’opposizione, l’integrazione (sono d’accordo su quello che sto ascoltando, ma non dico esattamente la stessa cosa), l’indipendenza. Tra le numerose affermazioni piene di buon senso, Riessler ha raccomandato di «suonare solamente quando si ha davvero qualcosa da dire, quando esce fuori qualche cosa di imprevisto», perché la sorpresa è importante. Ha esemplificato la sonorità “multifonix”, riuscendo ad emettere dei suoni dove si sentono almeno due note insieme. Verso le 11.30 di una fredda domenica mattina, nell’androne di Ca’ Pesaro, sede di un’importante Galleria internazionale d’arte moderna, Riessler ha dato un sorprendente esempio di bravura tecnica in “Double Fond”, sessanta minuti esatti di assolo non stop al clarinetto basso, che improvvisa su una base preregistrata  di un altro suo assolo non stop sempre allo stesso strumento. Tutto questo, esibendo una perfetta padronanza della tecnica di respirazione circolare, uno sforzo in apparenza titanico, che necessita di un allenamento quotidiano per riuscire a conservare l’aria nelle guance e respirare con il naso nel farla uscire. Musicalmente si ha la sensazione di un free organizzato, adatto meglio come musica di commento (ad un film, per esempio). E infatti nel suo curriculum, Riessler annovera composizioni per il teatro, la radio, il cinema. Un titolo per tutti: “Die andere Heimat” di Edgar Reitz, una pellicola presentata alla Biennale di Venezia del 2013.

Tutto esaurito, l’auditorium S. Margherita, alla fine del campo omonimo, un luogo tiratardi per gli studenti cafoscarini, ma non solo. Sul palco, il quartetto franco-giapponese “Kaze”, letteralmente “vento”, formato dalla coppia, anche nella vita quotidiana, Satoko Fujii al pianoforte/Natsuki Tamura alla tromba - che da poco hanno abbandonato Berlino per ritornare a risiedere a Tokyo – e dai francesi di Lille Christian Prouvost alla tromba e Peter Orins alla batteria. Hanno dato vita ad un lungo set unico di 80 minuti, in cui hanno presentato tutti brani nuovi, ancora senza nome, ad eccezione del bis “Uminari”, che dà il titolo al loro terzo, ultimo per il momento, CD. Nella lingua giapponese, “Uminari” significa “un suono che viene dal mare”, che preannuncia una tempesta o uno tsunami. Il quartetto, apparentemente insolito, per la presenza di due trombettisti e l’assenza di un contrabbasso, ha invece una propria, ben definita espressività. Il concerto è iniziato con le trombe impegnate a mantenere una nota per lungo tempo, una sonorità appena sussurrata, creando un’atmosfera misteriosa. Subito spezzata dalla percussione del piano e da piccoli accenti del drum set, con Orins che utilizza bacchette sottili, accanto a quelle canoniche, o strumentini dal suono scintillante. Le trombe si esprimono con lo strumento libero o sordinato. C’è un bel rapporto, di rispetto e di stima tra i due musicisti, che anche quando suonano insieme creano sonorità diverse come se il loro strumento non appartenesse alla medesima famiglia. Ottima l’attenzione verso le dinamiche sonore. Si passa da momenti impetuosi a morbide delicatezze. Per la prima volta, io che l’ho vista spesso, ma non con “Kaze”, Fujii-san ha parlato a lungo, scherzando, divertita, per la gioia di suonare insieme tra i quattro, oltre a pubblicizzare le “t-shirts” e i CD, sia del quartetto, che dei francesi, che suonano insieme nel gruppo “Impressions”. «Avere dei buoni collaboratori significa molto per dei musicisti - aveva affermato tempo fa Fujii-san -. E’ come trovare i migliori amici nella vita». Non sono mancati episodi burlesque, quando Tamura-san ha tirato fuori minuscoli animaletti-giocattolo, i partners in silenzio, sì che si sentivano solo i familiari suoni fanciulleschi. Bellissimo, inaspettato, un assolo di campanelli.  Indiscutibile e piena di fantasia, la capacità improvvisativa di ciascuno, il respiro del vento, perfettamente riprodotto dalle trombe : ognuno è attento ad ascoltare gli altri, reagendo secondo il proprio gusto agli stimoli sonori o ad un impetuoso fraseggio.

Dopo generosi e convinti applausi finali, c’era chi si accingeva a salire le scale che immettono al palco, per scambiare un parere, soddisfare una curiosità, acquistare un CD, o semplicemente per parlare la lingua materna, come alcuni giovani giapponesi, temporaneamente a Venezia per motivi di studio.

CULTURA & SPETTACOLI NEWS

Oper.A 20.21, ecco “Le nozze di Figaro” di Mozart catapultato negli anni Sessanta

Prosegue la stagione lirica del Trentino Alto Adige con una rivisitazione modernista e rockeggiante di un classico in collaborazione con l’Opera di Lipsia

Opera 2021 Haydn Le Nozze di Figaro 141115 Kirsten Nijhof“Oper.A 20.21”, ovvero la Stagione regionale lirica del Trentino Alto Adige organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con la direzione artistica di Matthias Lošek, propone, incastonato fra lavori di autori contemporanei, un classico del teatro musicale: “Le nozze di Figaro”.

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La voce del soprano Alda Caiello accompagnata al pianoforte per la Chamber Music Trieste

Incursione musicale da Ravel al De Falla, a Berio, Bussotti e Ambrosini

Alda CaielloAppuntamento con le emozioni legate alla voce e al canto, lunedì 27 marzo (ore 20.30) nell’ambito della Stagione cameristica 2017 dell’Associazione Chamber Music Trieste: e quale voce! Quella di una delle maggiori interpreti in Italia e in Europa, il soprano Alda Caiello, protagonista di recital nei maggiori teatri e festival internazionali, celebrata per versatilità, raffinatezza e qualità espressive.

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Al via la XLV Pasqua Musicale Arcense

In programma dal 24 marzo al 29 aprile al Arco (TN) la tradizionale manifestazione di musica classica sacra e profana interpretati da grandi nomi del panorama musicale europeo

pasqua musicale arcenseSi svolge dal 24 marzo al 29 aprile la XLV edizione della Pasqua Musicale Arcense, la tradizionale manifestazione di musica perlopiù classica, sia sacra sia profana, che a prestigiose ensemble e a importanti nomi del panorama musicale europeo (quest'anno ospite d'eccezione è la pianista russa Anna Zassimova) accosta giovani musicisti locali (la corale Livia d'Arco e il coro Primavera del Coro Castel, la nuovissima orchestra giovanile d'archi della Scuola Musicale Alto Garda «Archisti Alchimisti» e, soliste con la Camerata Musicale Città di Arco, le sorelle Maria Pia e Cecilia Molinari, rispettivamente soprano e contralto). L'ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito.

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Duo di celebrati virtuosi alla Filarmonica di Trento: il violinista Znaider e il pianista Anderszewski

In programma pagine da Janáček, Schumann, Webern e Beethoven

09.Anderszewski5Uno dei più acclamati violinisti al mondo in un coinvolgente recital con un altrettanto celebrato pianista: insieme raro di qualità e sensibilità al servizio di un programma/sintesi della letteratura violinistica ottocentesca con un padre/fondatore di un modello di sonata (Beethoven) e un erede (Janacek) dalla complessa e composita esperienza artistica sono i protagonisti del concerto in programma martedì 21 marzo alla Società Filarmonica di Trento.

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Il Quartetto di Venezia nelle parole di Angelo Zanin

Intervista al leader del gruppo musicale emergente nell’interpretazione di musica da camera

Di Giovanni Greto

Quartetto di VeneziaSi è concluso con scroscianti applausi e numerosi ritorni sul palco il sesto e ultimo concerto del Quartetto di Venezia, il quale, per la prima stagione musicale dello Squero, il nuovo auditorium della Fondazione Cini, aveva eseguito l’integrale dei quartetti per archi (17 pezzi) di Ludwig van Beethoven. 

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Grazie ad Interreg nasce un portale per archiviazione, conservazione e fruizione del patrimonio fotografico storico di Alto Adige e Tirolo

La piattaforma fotografica sarà digitalizzata. Già in archivio 17.000 immagini storiche

Patrimonio Fotografia da sx Richard Piock TAP gli ass Florian Mussner Beate Palfrader e Philipp Achammer sindaco Brunico Roland Griessmair resp scient Martin Kofler e Christian Tschurtschenthaler ex sindaco BrunicoCinque linee guida per la gestione competente di fotografie storiche grazie allo sviluppo e l’incremento della qualità, la raccolta sul portale di riferimento “Piattaforma fotografia” di circa 12.000 fotografie da fondi pilota di recente acquisizione e altri 5.000 file di immagine metadati dell’amministrazione pubblica visibili grazie a due mostre reali e due virtuali, e lo sviluppo di un’applicazione per dispositivi mobili per la fruizione e la mediazione di foto storiche.

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“Forbidden Fruit” porta in CD l’opera di Nina Simone dei primi anni Sessanta

I brani pubblicati per la prima volta in LP da Colpix ora rivivono in digitale con Jazz Images

Di Giovanni Greto

nina simone forbidden fruitFra i numerosi album di Jazz accostati alle immagini del fotografo francese Jean-Pierre Leloir (1931-2010), realizzate nei decenni 1950 e 1960, merita un attento ascolto “Forbidden Fruit”. Si tratta del secondo LP inciso in studio dalla pianista Nina Simone per l’etichetta newyorkese Colpix, tra il 1960 e il 1961 (le poche note di copertina non enunciano le date precise).

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“The Declaration of musical Independance”: il jazz di Andrew Cyrille

ECM Records pubblica in CD registrato dal musicita a 77 anni d’età

Di Giovanni Greto

declaration of musical indipendenceRegistrato a luglio del 2014, il primo disco a suo nome per l’etichetta tedesca arriva nei negozi quando Andrew Cyrille raggiunge i 77 anni di età. Dunque, prima di tutto, sembra saggio affermare che l’età non conta, quando c’è ancora voglia di creare qualche cosa di significativo. Lavoro di rara bellezza acustica, si capisce subito, superati i canonici cinque secondi di silenzio, che si sta ascoltando un prodotto ECM.

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“Primeiro Ceu”, secondo lavoro del Bianca Gismondi Trio

Il Cd prodotto da Biscoito Fino segna un passo indietro rispetto a “Sonhos do Nascimento”

Di Giovanni Greto

Bianca Gismonti Primeiro ceuCome spesso accade nella seconda prova di un artista, “Primeiro Ceu” segna un passo indietro rispetto a “Sonhos do Nascimento”, nonostante sia stato registrato per celebrare, scrive Bianca nelle note di copertina, il primo anniversario del trio, tra dicembre 2014 e febbraio 2015.

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Teatro Filarmonico di Verona, la Stagione lirica prosegue con Tosca di Puccini

Spettacolo nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona già visto nel 2004 per la regia, scene e costumi di Giovanni Agostinucci 

2004Tosca 113DDomenica 19 marzo 2017 (ore 15.30; repliche martedì 21, ore 19.00; giovedì 23, ore 20.00; domenica 26, ore 15.30; martedì 28, ore 19.00; giovedì 30, ore 20.00) debutta Tosca, quarto titolo d’opera della Stagione artistica 2016-2017. Giovanni Agostinucci firma regia, scene e costumi per l’allestimento della Fondazione Arena già proposto al Teatro Filarmonico nel 2004, mentre le luci sono di Paolo Mazzon. Antonino Fogliani dirige Orchestra, Coro e Solisti. A fianco del Coro preparato da Vito Lombardi è impegnato il Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini.

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Il Trio Gaspard per il cartellone di musica da camera della Chamber Music Trieste

L’astro nascente del camerismo europeo impegnato nell’interpretazione di Haydn, Martin e Dvorak

Trio GaspardTutto il fascino del Trio per archi e pianoforte, e tutta la verve delle partiture celebri e coinvolgenti, uscite dalla penna dei maestri: il concerto del Trio Gaspard, astro nascente del Camerismo europeo, promette scintille nella serata di lunedì 13 marzo (ore 20.30), quando l’Ensemble tedesco si esibirà al Teatro Verdi di Trieste - Sala Victor De Sabata, nell’ambito della Stagione Cameristica 2017 dell’Associazione Chamber Music Trieste.

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La Collezione Allaria con un notevole fondo di opere di Mario Sironi al Mart di Rovereto

Appuntamento da non perdere per gli appassionati d’arte del primo Novecento con la nuova acquisizione al patrimonio del Museo

allaria 1Nuovo successo per il Mart di Rovereto e per il nuovo direttore Gianfranco Maraniello che ha ottenuto la fiducia degli eredi di Antonio Allaria che hanno scelto il prestigioso museo d’arte moderna lagarino per la custodia della collezione che contiene un notevole corpus del pittore Mario Sironi, 60 opere tra dipinti e disegni, che dialogano con i lavori di altri artisti presenti nella collezione, come Renato Guttuso, Anton Zoran Mušič, Picasso, Morandi e Graham Vivian Sutherland.

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Trieste si prepara ai festeggiamenti per i 300 anni dalla nascita di Maria Teresa d’Asburgo

Per le celebrazioni dell’imperatrice figura chiave dello sviluppo della città previsti mostre e convegni

MARIA TERESA 3 MARZO 1Mostre, convegni, film. Sono alcune delle iniziative per il 300o anniversario della nascita dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, figura chiave nello sviluppo economico e sociale di Trieste.

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Per il terzo appuntamento stagione “Oper.A 20.21” a Bolzano in prima nazionale “The Raven”

L’opera di Toshio Hosokawa basata sull’omonima poesia di Edgar Allan Poe al Teatro Comunale

opera 2021 the ravenTerzo appuntamento per “Oper.A 20.21”, Stagione regionale della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento: dopo il grande successo a New York, arriva a Bolzano al teatro Comunale in prima nazionale il 3 (ore 20.00) e 5 marzo (ore 18.00) l’opera “The Raven”, tratta dall’omonima poesia del maestro dell’horror Edgar Allan Poe e musicata dal compositore Toshio Hosokawa.

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“Il bagno” di Veillon per la stagione di prosa del Teatro Goldoni a Venezia

Interessante la formazione del cas tutto al femminile: Stefania Sandrelli e Amanda Sandrelli affiancate da Claudia Ferri, Serena Iansiti e Ramona Fiorini

il bagnoSabato 4 marzo alle 19.00 e domenica 5 alle 16.00, la Stagione di prosa 2016-2017 del Teatro Goldoni di Venezia prosegue con “Il bagno” di Astrid Veillon, bizzarro vaudeville su un gruppo di quarantenni con madre a seguito, uno spettacolo divertente e sincero, diretto con intelligenza da Gabriel Olivares, uno dei giovani registi più interessanti e prolifici della scena spagnola. In scena un cast di donne eccezionali, con Stefania Sandrelli e Amanda Sandrelli affiancate da Claudia Ferri, Serena Iansiti e Ramona Fiorini.

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Il duo Zemtsov (viola) Spizzichino (pianoforte) alla Società Filarmonica di Trento

Interessante concerto del duo al femminile che interpreta Hummel, Bruch, Piazzolla, Hindemith e Kugel/Pganini

Filartn Dana Zemstov violistaIl mondo dei giovani talenti non finisce di stupire: tastiere e corde continuano a vibrare ben oltre i limiti della sfrontatezza e delle possibilità espressive appena stabilito da un volto e da un nome nuovo rilanciando la sfida. Questa volta la linea estrema interessa uno strumento spesso lasciato al servizio di altri in complessi multipli come il quartetto o il quintetto. Stiamo parlando della viola e di una sua nuova regina Dana Zemtsov nata nel 1992 a Città del Messico e poi perfezionatasi in Olanda nel Conservatorio di Maastricht con Michael Kugel che giovedì 2 marzo (ore 20-45) sale sul palco della sala dei concerti della Società Filarmonica di Trento accompagnata dalla pianista Michela Spizzichino.

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Fondazione Arena di Verona, Battistoni dirige il quinto concerto della Stagione sinfonica

In programma pagine da Čajkovskij e Verdi

Premio Masi 2012 Andrea Battistoni Foto Podio 6Venerdì 3 marzo alle 20.00 e sabato 4 marzo alle 17.00 è in programma il quinto appuntamento sinfonico della Stagione 2016-2017 della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico. Il concerto, diretto da Andrea Battistoni, si apre con l’esecuzione dell’Ouverture Fantasia op. 18 da “La Tempesta” di Pëtr Il'ič Čajkovskij, che costituisce la seconda delle tre composizioni sinfoniche di Čajkovskij ispirate alle opere di Shakespeare.

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“Io, Robotto - Automi da compagnia”: a Rovereto il museo Civico presenta una mostra sull’evoluzione dei robot

La storia e l’evoluzione dei robot da intrattenimento raccontate attraverso la più ampia esposizione di modelli in Italia attraverso oltre 90 automi che hanno segnato il progresso della robotica 

Museo civico rovereto 2017 mostra robot io robotto 5A Rovereto presso Palazzo Alberti Poja, dal 25 febbraio al 27 agosto 2017, il Museo Civico ha allestito l’interessante ed originale mostra “Io, Robotto - Automi da compagnia” che propone un percorso inedito e originale fra la storia, le intenzioni, i personaggi e le curiosità della robotica da intrattenimento attraverso oltre 90 pezzi.

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Il Quartetto Jerusalem con Matan Porat al pianoforte per la Stagione dei concerti della Società Filarmonica di Trento

Il prestigioso quartetto israeliano protagonista dell’interpretazione di un concerto interamente dedicato a Dvorak

filartn Jerusalem Qartet Passione, precisione, calore, una miscela dorata: questi sono i segni distintivi di questo eccellente quartetto d’archi”. Così ebbe a definire il Quartetto Jerusalem (Alexander Pavlovsky, violino; Sergei Bresler, violino; Ori Kam, viola; Kyril Zlotnikov, violoncello) il critico del “New York Times” che sarà protagonista del concerto di venerdì 24 febbraio (ore 20.45) a Trento nell’ambito della Stagione dei concerti della Società Filarmonica.

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La pianista monegasca Sophie Pacini in recital alla Società Filarmonica di Trento

Concerto spaziante da Chopin, Beethoven a Liszt

sophie paciniIl viaggio di ricerca musicale di nuovi interpreti da proporre al proprio pubblico da parte della Società Filarmonica di Trento ha trovato una prima fermata appena di là dalle Alpi, nella città di Monaco dove nel 1991 nasceva, da padre italiano, Sophie Pacini, pianista raffinata formatasi poi al Mozarteum di Salisburgo e guidata al diploma da Pavel Gililov che venerdì 17 febbraio (ore 20.45) s’esibisce sul palco della sala dei concerti di Via Verdi. 

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