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07
Gen

Conclusa la IV edizione di “Musicafoscari San Servolo Jazz Festival”

Tutte molto affollate le proposte delle cinque giornate del festival

Di Giovanni Greto

 

jazz simbologia neonForse gli organizzatori si aspettavano un afflusso maggiore di pubblico nelle cinque giornate del Festival Jazz, ideato da Daniele Goldoni, docente di estetica all’università Ca’Foscari di Venezia, nonché trombettista attento a catturare e possibilmente creare qualche cosa di musicalmente nuovo. C’è stato comunque un concerto all’insegna del tutto esaurito, commenti sostanzialmente positivi, per cui non val la pena di abbattersi.

L’inaugurazione ha avuto luogo all’interno di “Ca’Foscari Zattere”(CFZ), luogo di studio – è una confortevole, frequentata biblioteca non solo studentesca – e di eventi culturali – musica, arte, teatro, cinema – che sempre più sta cercando di coinvolgere l’intera città.

Ha iniziato l’ensemble Elettrofoscari, proponendo quattro brani originali, composti ciascuno da un diverso musicista del quintetto: “Maler”, un ritmato Jazz-Rock del batterista Raul Catalano; “Orbite” dell’altosassofonista Nicola Fazzini, il quale già da tre anni sta collaborando alla manifestazione; “Minima”, di Daniele Goldoni; “Hillary Step”, del pianista Alberto Bettin. Completava l’organico Massimiliano Cappello, apprezzato chitarrista nella passata edizione, questa volta alle prese col basso elettrico.

A seguire una novità, l’“Unive Ensemble”, diretto da Fazzini, partecipe anche come musicista, frutto di due anni di lavoro  tra gli studenti. Fazzini ha puntato sull’improvvisazione e sugli “head arrangements” (arrangiamenti creati estemporaneamente e imparati inizialmente senza partitura), in modo da stimolare una creatività globale. L’organico, numeroso – fiati, archi, due voci femminili e la sezione ritmica – ha bene impressionato il pubblico accorso, eseguendo due composizioni originali, “5-7-7-5” e “Primo incontro” e il bel tema di Lennie Tristano, “Turkish mambo”, assai amato e molto spesso eseguito dal pianista Franco D’Andrea.

Dopo una breve pausa per motivi tecnici, è toccato alla Big Band Unipd, concludere un festoso pomeriggio. Formatasi nel gennaio di quattro anni fa, è diretta dal contrabbassista Alessandro Fedrigo, partner di Fazzini nel gruppo Hyper, è composta da studenti, attuali ed ex, e da personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo Patavino. E’ una big band classica (4 trombe, 4 tromboni, 5 sassofoni e la sezione ritmica). Ha un suono corposo; ogni membro è molto attento a svolgere a puntino la propria parte; gli assolo dei fiati hanno evidenziato una generosa vitalità. Tre i brani in scaletta: “Caravan”, nell’arrangiamento originale dell’autore e inimitabile bandleader Duke Ellington; “Catalisi”, in 5/4, nato da un laboratorio di composizione collettivo; “Triatonic”, un ¾ del sassofonista vicentino Ettore Martin.

Al teatro Ca’Foscari di S.Marta, la sera seguente si è ascoltato il Jazz cameristico del gruppo “Fresh Frozen”, coguidato da Achille Succi, ai clarinetti e al sax alto e da Christopher Culpo al pianoforte. Alle spalle due CD registrati in trio, i due leader hanno pensato di aggiungere al trombone e all’impegnativo eufonio (Massimo Morganti), un violoncello (Salvatore Maiore). Undici composizioni (quattro di Succi, cinque di Culpo, più due improvvisazioni) hanno dato vita ad un set unico di circa ottanta minuti. Come ha spiegato Culpo, prima di eseguire il suo “Amplituhedrons”, l’ensemble tenta di mettere insieme la musica contrappuntistica con altri linguaggi, oltre a privilegiare l’improvvisazione estemporanea. I musicisti tecnicamente sono tutti molto bravi, ma il concerto non è riuscito ad entusiasmare. Simpatico, “Sbach”, di Succi, il penultimo brano eseguito. Si tratta del mascheramento di una partita per violino solo di J. S. Bach. All’auditorium dell’isola di S. Servolo, che fino a qualche anno fa ospitava una seguitissima rassegna Jazz, si è potuto scoprire un insolito duo strumentale – chitarra e batteria - assai affiatato, pronto ad ascoltarsi e a rincorrersi nelle lunghe e fresche improvvisazioni. Andrea Massaria, triestino, e il veterano drummer americano Bruce Ditmas, uno dei protagonisti dei concerti di “Un certo discorso” a Venezia e a Mestre nel 1980 (in quell’occasione suonò con Gil Evans), hanno proposto integralmente il loro recente lavoro, pubblicato dall’etichetta “nusica.org”, “The music of Carla Bley”, omaggio alla scrittura  particolare della pianista e bandleader americana. Sei i brani ascoltati in circa settanta minuti, con improvvisazioni dilatate rispetto alle versioni in studio. Massaria utilizza una serie di supporti elettronici che conferiscono effetti svariati alla sua chitarra (sembra una tastiera in “And now the Queen”). Fa capolino un alone di mistero in “Olhos de gato”, sembra di udire il suono di un vento che soffia maestoso. Ottimo il drumming di Ditmas – alle spazzole, alle bacchette, ai mallets – che si inserisce tra le pause dei solo di Massaria, od introduce egli stesso il pezzo, come in “Batterie”, evidenziando sempre un perfetto senso poliritmico. Il pubblico, attento, percepisce la bravura degli artisti, ne apprezza gli arrangiamenti e tributa loro applausi affettuosi.  

In un pomeriggio sabatino, il musicista e compositore tedesco Michael Riessler (1957) ha tenuto una stimolante conversazione dal titolo “La prima idea è quella buona, la seconda è troppo tardi”, su come si improvvisa, come si può inventare la musica senza leggere le note. Ha chiesto a Fazzini e a Goldoni di reagire ad una forma di base in quattro modi : con l’imitazione, l’opposizione, l’integrazione (sono d’accordo su quello che sto ascoltando, ma non dico esattamente la stessa cosa), l’indipendenza. Tra le numerose affermazioni piene di buon senso, Riessler ha raccomandato di «suonare solamente quando si ha davvero qualcosa da dire, quando esce fuori qualche cosa di imprevisto», perché la sorpresa è importante. Ha esemplificato la sonorità “multifonix”, riuscendo ad emettere dei suoni dove si sentono almeno due note insieme. Verso le 11.30 di una fredda domenica mattina, nell’androne di Ca’ Pesaro, sede di un’importante Galleria internazionale d’arte moderna, Riessler ha dato un sorprendente esempio di bravura tecnica in “Double Fond”, sessanta minuti esatti di assolo non stop al clarinetto basso, che improvvisa su una base preregistrata  di un altro suo assolo non stop sempre allo stesso strumento. Tutto questo, esibendo una perfetta padronanza della tecnica di respirazione circolare, uno sforzo in apparenza titanico, che necessita di un allenamento quotidiano per riuscire a conservare l’aria nelle guance e respirare con il naso nel farla uscire. Musicalmente si ha la sensazione di un free organizzato, adatto meglio come musica di commento (ad un film, per esempio). E infatti nel suo curriculum, Riessler annovera composizioni per il teatro, la radio, il cinema. Un titolo per tutti: “Die andere Heimat” di Edgar Reitz, una pellicola presentata alla Biennale di Venezia del 2013.

Tutto esaurito, l’auditorium S. Margherita, alla fine del campo omonimo, un luogo tiratardi per gli studenti cafoscarini, ma non solo. Sul palco, il quartetto franco-giapponese “Kaze”, letteralmente “vento”, formato dalla coppia, anche nella vita quotidiana, Satoko Fujii al pianoforte/Natsuki Tamura alla tromba - che da poco hanno abbandonato Berlino per ritornare a risiedere a Tokyo – e dai francesi di Lille Christian Prouvost alla tromba e Peter Orins alla batteria. Hanno dato vita ad un lungo set unico di 80 minuti, in cui hanno presentato tutti brani nuovi, ancora senza nome, ad eccezione del bis “Uminari”, che dà il titolo al loro terzo, ultimo per il momento, CD. Nella lingua giapponese, “Uminari” significa “un suono che viene dal mare”, che preannuncia una tempesta o uno tsunami. Il quartetto, apparentemente insolito, per la presenza di due trombettisti e l’assenza di un contrabbasso, ha invece una propria, ben definita espressività. Il concerto è iniziato con le trombe impegnate a mantenere una nota per lungo tempo, una sonorità appena sussurrata, creando un’atmosfera misteriosa. Subito spezzata dalla percussione del piano e da piccoli accenti del drum set, con Orins che utilizza bacchette sottili, accanto a quelle canoniche, o strumentini dal suono scintillante. Le trombe si esprimono con lo strumento libero o sordinato. C’è un bel rapporto, di rispetto e di stima tra i due musicisti, che anche quando suonano insieme creano sonorità diverse come se il loro strumento non appartenesse alla medesima famiglia. Ottima l’attenzione verso le dinamiche sonore. Si passa da momenti impetuosi a morbide delicatezze. Per la prima volta, io che l’ho vista spesso, ma non con “Kaze”, Fujii-san ha parlato a lungo, scherzando, divertita, per la gioia di suonare insieme tra i quattro, oltre a pubblicizzare le “t-shirts” e i CD, sia del quartetto, che dei francesi, che suonano insieme nel gruppo “Impressions”. «Avere dei buoni collaboratori significa molto per dei musicisti - aveva affermato tempo fa Fujii-san -. E’ come trovare i migliori amici nella vita». Non sono mancati episodi burlesque, quando Tamura-san ha tirato fuori minuscoli animaletti-giocattolo, i partners in silenzio, sì che si sentivano solo i familiari suoni fanciulleschi. Bellissimo, inaspettato, un assolo di campanelli.  Indiscutibile e piena di fantasia, la capacità improvvisativa di ciascuno, il respiro del vento, perfettamente riprodotto dalle trombe : ognuno è attento ad ascoltare gli altri, reagendo secondo il proprio gusto agli stimoli sonori o ad un impetuoso fraseggio.

Dopo generosi e convinti applausi finali, c’era chi si accingeva a salire le scale che immettono al palco, per scambiare un parere, soddisfare una curiosità, acquistare un CD, o semplicemente per parlare la lingua materna, come alcuni giovani giapponesi, temporaneamente a Venezia per motivi di studio.

CULTURA & SPETTACOLI NEWS

La pianista monegasca Sophie Pacini in recital alla Società Filarmonica di Trento

Concerto spaziante da Chopin, Beethoven a Liszt

sophie paciniIl viaggio di ricerca musicale di nuovi interpreti da proporre al proprio pubblico da parte della Società Filarmonica di Trento ha trovato una prima fermata appena di là dalle Alpi, nella città di Monaco dove nel 1991 nasceva, da padre italiano, Sophie Pacini, pianista raffinata formatasi poi al Mozarteum di Salisburgo e guidata al diploma da Pavel Gililov che venerdì 17 febbraio (ore 20.45) s’esibisce sul palco della sala dei concerti di Via Verdi. 

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Per la Stagione d’opera invernale della Fonazione Arena di Verona “I Capuleti e i Montecchi”

Al Teatro Filarmonico l’opera di Bellini dal 19 al 26 febbraio

2013 TF I Capuleti e i Montecchi atto I 03 11 dl foto Ennevi 126Domenica 19 febbraio 2017 (ore 15.30; replica martedì 21 febbraio, ore 19.00; giovedì 23 febbraio, ore 20.00; domenica 26 febbraio, ore 15.30) al Teatro Filarmonico debutta l’opera “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, terzo titolo operistico della Stagione artistica 2016-2017.

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A Trento torna l’Operetta con “La duchessa del Bal Tabarin”

In scena giovedì 16 febbraio al Teatro Sociale a cura della Compagnia “Teatro Musica Novecento”

Duchessa del bal tabarin 2Al Teatro Sociale di Trento, giovedì 16 febbraio (ore 20.30) torna l’operetta con un titolo di Carlo Lombardo, del quale la Compagnia “Teatro Musica Novecento” porta in scena la sua opera prima, “La duchessa del Bal Tabarin”.

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Viaggio nella letteratura flautistica del XIX secolo al “Tartini” di Trieste

Il Quartetto di flauti del Conservatorio interpreta «Arabesques, quattro flauti a Parigi”

Concerto n. 5 15 febbraio 2017 quattro flauti Foto quartetto n.2 copiaIl flauto e la letteratura musicale fiorita intorno a questo strumento nel corso del XIX secolo, sono al centro del concerto della Stagione inverno – primavera 2017 del Conservatorio “Tartini” di Trieste:  mercoledì 15 febbraio (ore 20.30) nella Sala Tartini, sipario su “Arabesques, Quattro flauti a Parigi”, il concerto che vedrà protagoniste Arianna Russolo, Lucia Jankovski, Daniela Petkoska e Urša Časar, ovvero il Quartetto di Flauti del Tartini.

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Il "Romantik Duo” Miriam Prandi (violoncello) e Alexander Romanovsky (piano) per la Stagione della Chamber Music Trieste

Nella sala dei concerti del “Verdi” di Trieste in programma pagine di Schumann, Mendelssohn e Chopin

prandi romanovskiSi preannuncia come un vero “Romantik Duo”, quello formato dalla violoncellista Miriam Prandi, sensibilissima interprete allieva di Natalia Gutman e capace di esprimere al meglio le composizioni di Giovanni Sollima, e dal pianista russo Alexander Romanovsky, vincitore del prestigioso Concorso “Busoni” di Bolzano. Due musicisti di raro talento, capaci di mettere d’accordo critica, pubblico e teatri nelle ultime stagioni, e per questo impegnatissimi sulle scene musicali di tutto il mondo, sia sul versante solistico che con il loro affiatato Ensemble.

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Le ricerche sugli impianti cocleari premiate dalla Fondazione Medisite francese per la neuroscienza

Il riconoscimento a Francesco Pavani, direttore del programma di dottorato in “Cognitive and Brain Sciences” del Centro interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento

Unitn premio per impianti cocleari Francesco Pavani e Alessandro FarnéPremio di ricerca francese per Francesco Pavani, direttore del programma di dottorato in “Cognitive and Brain Sciences” del Centro interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento. Pavani ha ricevuto il premio “Neuroscience 2016” della Fondazione Medisite che, creata nel 2014 sotto l'egida della Fondation de France, intende sostenere i gruppi di studiosi impegnati nelle neuroscienze, nella ricerca di base come in quella clinica.

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I “Balli Veneziani” per il primo concerto dei Sonatori de la Gioiosa Marca all’Auditorium “Lo Squero”

Sabato 11 febbraio, in concomitanza con l’apertura del Carnevale di Venezia, eseguita la musica da ballo tipica del ’600

Sonatori De La Gioiosa Marca e1461050503160Sabato 11 febbraio (ore 17.00) si esibiranno per la prima volta all’Auditorium “Lo Squero” della Fondazione Cini all’isola di San Giorgio a Venezia I Sonatori de la Gioiosa Marca, ensemble strumentale dallo stile personale e coinvolgente.

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Il Quartetto Lyskamm per il secondo appuntamento della Stagione di concerti di Musikàmera

Appuntamento nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia per l’esecuzione di quartetti di Bartok e di Ravel

Di Giovanni Greto

Quartetto LyskammIl Quartetto Lyskamm sarà protagonista del secondo appuntamento della stagione di concerti di musica da camera promossa da Musikàmera in collaborazione con il Teatro La Fenice. Sabato 11 febbraio 2017 (ore 20.00; replica domenica 12 febbraio 2017, ore 20.00), nelle Sale Apollinee del Teatro in Campo San Fantin la formazione italiana eseguirà due capolavori della letteratura quartettistica: il Quartetto per archi n. 6 di Béla Bartók e il Quartetto per archi in fa maggiore di Maurice Ravel.

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Mart, presentato il programma di attività 2017

Il 2016 si è chiuso con l’aumento dei visitatori, la riduzione dei costi operativi, la riorganizzazione delle Collezioni museali e la nuova pianta organica. Soddisfazione del direttore Maraniello e della presidente Vescovi

MART Ilaria vescovi gianfranco maranielloÈ positivo il bilancio annuale del Mart. Sono tanti gli indicatori che consentono di esprimere soddisfazione, tra cui il numero dei visitatori in crescita. Un museo pubblico è però molto più dei propri visitatori e degli indicatori economici: è patrimonio, attività, progetti, ricerca, comunità, territorio, sinergie, persone.
Il 2016 è stato un anno di sfide importanti – alcune delle quali non ancora chiuse – e gli evidenti risultati sono un invito a procedere nella direzione segnata, per migliorare ancora e costantemente. I risultati di gestione del museo sono stati presentati dalla presidente Ilaria Vescovi e dal direttore Gianfranco Maraniello.

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“Maestros napolitanos: Francesco Durante - José de Nebra” alla Fondazione Cini di Venezia

Concerto di chiusura dei Seminari di musica antica all’insegna della musica napoletana nella Spagna barocca

Di Giovanni Greto

Squero fondazione Cini Venezia 1Come ogni anno, a conclusione dei Seminari di Musica Antica Egida Sartori e Laura Alvini, diretti da Pedro Memelsdorff (7-10 febbraio), ci sarà un concerto, venerdì 10 febbraio (ore18.00), di ringraziamento alla Fondazione Cini, che come sempre li ospita, e nello stesso tempo di apertura verso un pubblico di appassionati e di studiosi. Per la prima volta il luogo prescelto è il nuovo auditorium Lo Squero, che si sta imponendo nel cuore di molti spettatori per la qualità acustica e la collocazione in mezzo alla laguna.

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Il “Vinny Golia Trio” al cinema Torresino di padova

Prosegue la rassegna Jazz “Centrodarte17”

di Giovanni Greto

Vinny Golia milano 730x490Martedì 7 febbraio (ore 21.00) al cinema Torresino di Padova per la rassegna Centrodarte17 si riascolta, con un trio inedito, il sassofonista Vinny Golia, protagonista di primo piano della scena free jazz californiana, accompagnato da Bernard Santacruz al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.

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Il virtuosismo di Uto Ughi e dei Solisti Veneti a Rovereto

Appuntamento al Teatro Zandonai con il più famoso violinista italiano impegnato nell’esecuzione di Bach, Haydn e Sarasate

uto ughi claudio scimoneA Rovereto un evento artistico di assoluta eccezione: il 10 febbraio (ore 20.45) nel Teatro Zandonai di Rovereto i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone accompagneranno il più famoso violinista italiano Uto Ughi in un recital di eccezione.

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Nuova proposta musicale di Ada Montellanico

Esce per Incipit Records il nuovo CD in memoria di Abbey Lincoln, “Abbey’s Road”

Di Giovanni Greto

ada montellanico abbeys roadA distanza di cinque anni dall’incisione di “Suono di donna”, Ada Montellanico  ritorna in uno studio di registrazione, spinta dal desiderio di dare concretezza ad un nuovo progetto dedicato a composizioni scritte e/o interpretate da Abbey Lincoln (Chicago, 6 agosto 1930 – New York, 14 agosto 2010). L’artista si chiamava in realtà Annamarie Wooldridge. Abbey Lincoln è un nome d’arte creatogli ad inizio carriera dal suo manager, il quale pensò a “Westminster Abbey” e ad “Abraham Lincoln” unendo insieme la seconda parte di ciascuno dei due sostantivi.

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A Pordenone decolla l’edizione 2017 di “Musicainsieme”

Domenica 5 febbraio all’Auditorium “Zanussi” il duo Tchakerian-Redaelli all’insegna della musica russa

sonig tchakerian1Sarà “Musicainsieme” 2017 a siglare l’avvio della Stagione musicale annuale a Casa Zanussi, domenica 5 febbraio (ore 11.00) all’Auditorium Lino Zanussi con un grande concerto, affidato a un duo che esprime la migliore tradizione cameristica italiana: la violinista veneta di origine armena Sonig Tchakerian e la pianista milanese Stefania Redaelli.

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“Artico. Ultima frontiera”: reportage in bianco e nero del territorio ghiacciato

Mostra con 120 immagini di tre fotografi visitabile alla Casa dei tre Oci fino al prossimo 2 aprile

Di Giovanni Greto

Mostra casa tre oci artico ultima frontiera Carsten Egevang East Greenland Scoresbysund 2016 Carsten EgevangLa Casa dei tre Oci, ormai sinonimo consolidato di fotografia per la città di Venezia, dedica il suo ultimo progetto artistico agli spazi immensamente candidi dell’oceano Artico. Paesaggi di rara bellezza, legati ad una fauna di orsi polari, renne, foche, trichechi, volpi, lepri, caribù, attirano chi si reca in visita di “Artico. Ultima frontiera”.

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A Rovereto terzo appuntamento con “Musica Macchina” con l’Orchestra di Bolzano e Trento “Haydn”

All’auditorium Melotti Giovanni Battista Rigon dirige pagine di Tommasini, Ravel e Sciarrino

18 09 2016 Orchestra Haydn dir Valcuha Lunedì 6 febbraio (ore 21.00) all'Auditorium “Melotti” di Rovereto (Tn) il terzo appuntamento stagionale con la rassegna “Musica Macchina” promossa dal Centro Servizi Culturali S. Chiara con l'Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento diretta  da Giovanni Battista Rigon. Il concerto, realizzato in collaborazione con l'Associazione Filarmonica di Rovereto e “Settenovecento” – Incontri Musicali a Rovereto, prevede l'esecuzione di  pagine musicali di Vincenzo Tommasini (1878-1950), Maurice Ravel (1875-1937) e Salvatore Sciarrino (1947).

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Alla mostra “Oltre l’Uomo: da Leonardo alle biotecnologie” di Schio arriva un presito di “Real Bodies”

In mostra organi umani plastilinati dal notevole effetto scenografico e scientifico

real bodies piede plastilinatoAlla mostra vicentina “Oltre l’Uomo: da Leonardo alle Biotecnologie”, sabato 4 febbraio a Schio alle ore 16.00 verrà svelata al pubblico una teca in vetro contenente organi umani provenienti dalla mostra americana “Real Bodies”, attualmente a Milano, dove ha registrato in pochi mesi oltre 150.000 visitatori. “Real Bodies” è una mostra itinerante che presenta veri e propri corpi umani che ha visto code chilometriche agli ingressi anche nelle recenti edizioni di Jesolo e Lisbona, per un totale complessivo di circa 400.000 visitatori.

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Il Trio Boccherini per la Stagione della Filarmonica di Trento

In programma pagine di Sibelius, Beethoven, Kodály e Cras

filartn Trio BoccheriniPer il cartellone della Società Filarmonica di Trento, martedì 7 febbraio (ore 20.45) sul palco della sala dei concerti di via Verdi arriva il Trio Boccherini fondato a Berlino nel 2014 da tre giovanissimi musicisti (Suyeon Kang, violino; Vicki Powell, viola; Paolo Bonomini, violoncello) dalle più diverse provenienze geografiche e culturali.

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“Prima dell’alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura” a Venezia

Palazzo Loredan ospita fino al 25 aprile l’ultima proposta della fondazione Giancarlo Ligabue

Di Giovanni Greto

babilonia ligabue prima dellalabetoNon è una mostra da vedere in fretta, perché la si deve assaporare. Ed è preferibile entrare nelle cinque stanze, in momenti ed orari di bassa frequenza. “Facile a dirsi!”, potrebbe replicare qualcuno. Bisogna anche possedere la virtù della pazienza, per indagare e riflettere su tutto quanto la mostra offre, stimolando il visitatore. 

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Orchestra Haydn: a Bolzano e Trento il Requiem di Fauré con il Coro di Stato della Lettonia

Martedì 31 gennaio a Bolzano e mercoledì 1 febbraio a Trento sul podio c'è Arvo Volmer. Solisti Sabina von Walther e Johannes Held

Coro di Stato della Lettonia Nell'ottavo appuntamento del 57° cartellone concertistico l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento proporrà il Requiem op. 48 per soprano, baritono, coro misto, organo e orchestra di Gabriel Fauré. Martedì 31 gennaio all'Auditorium di Bolzano (ore 20) e mercoledì 1 febbraio all'Auditorium di Trento (ore 20.30) il direttore principale dell'Orchestra, l'estone Arvo Volmer dirigerà la celebre partitura dell'autore francese preceduta da una selezione di Lieder tratti dal ciclo "Des Knaben Wunderhorn" (Il corno magico del fanciullo) di Gustav Mahler e dal "Gesang der Geister über den Wassern" (Canto degli Spiriti sulle acque) per coro e orchestra di Franz Schubert. Solisti la soprano Sabina von Walther, il baritono Johannes Held e le voci del Coro di Stato della Lettonia, per la prima volta ospite dell'Orchestra Haydn.

Info: www.haydn.it

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