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12
Set

Inserire nei programmi della scuola dell’obbligo l’ora di turismo

La proposta dell’Associazione albergatori del Trentino. Battaiola: «educare i ragazzi con l’obiettivo di far crescere il turismo del futuro»

TnSpa MountainBikeMontagna028 adIntrodurre nei piani di studio delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado l’ora di turismo. La proposta arriva dall’Associazione albergatori del Trentino (Asat) attraverso il suo vicepresidente Gianni Battaiola che sottolinea come sia già proficua ed efficace la collaborazione tra settore turistico, istituzioni ed ambito scolastico. «Non dobbiamo - dichiara - fermarci a quanto fatto fino ad oggi. Per raggiungere grandi obiettivi è fondamentale lavorare in maniera sinergica e costante, coinvolgendo tutti gli attori legati al mondo del turismo».

Battaiola ricorda quanto sia indispensabile investire sul capitale umano, specie in una realtà come quella locale: «il Trentino ha la grande fortuna di avere a disposizione una natura incontaminata, un territorio meraviglioso con strutture ed infrastrutture ad hoc che consentono ai turisti di viverlo. Siamo, quindi, naturalmente predisposti al turismo. Ed è importante che i nostri bambini e ragazzi apprendano fin dalla tenera età che il turismo è bello, che offre opportunità incredibili sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista lavorativo». Insomma, stop a quei tratti di “chiusura” nei confronti delle novità o degli ospiti che in molti casi fanno sbuffare i Trentini. Ampio spazio, invece, a cordialità e cortesia, a sorrisi e capacità di accoglienza, a gentilezza e rinnovata predisposizione verso gli ospiti. 

«Non scordiamo - afferma Battaiola - che il turismo rende florida l’economia locale. E questo significa benessere per tutti i residenti in Trentino. Con il turismo si aprono anche opportunità di internazionalizzazione e di scambi culturali. Senza dimenticare che è utile che i nostri ragazzi imparino a conoscere e convivere con persone, lingue e culture diverse. In questa maniera il turista non sarà più visto, come spesso accade, come un extraterrestre ma sarà considerato un amico da conoscere e con cui convivere».

La proposta dell’Asat poggia su solide basi. «È innegabile che, negli ultimi anni, il sistema turistico trentino – dice Battaiola - abbia dato grandi soddisfazioni in termini di presenze e arrivi, oltre che dal punto di vista economico. Il turismo in Trentino sta diventando un settore sempre più strategico». Battaiola sottolinea che «i piani di sviluppo ed i piani di economia e finanza sono fortemente legati ed orientati allo sviluppo del turismo territoriale. Inoltre, la Provincia investe annualmente parecchi soldi e risorse in promozione, investimenti alberghieri ed impianti infrastrutturali». E queste sono solo alcune delle motivazioni, a detta di Battaiola, per cui sarebbe importante educare i giovani alla cultura del turismo e del turista.

Il vicepresidente dell’Asat ricorda poi, in tal contesto, che «purtroppo ancora oggi esiste una sorta di anti-turismo in chi vive sul territorio trentino: molti dimostrano fastidio e scarsa tolleranza verso l’intenso traffico stradale, o nei confronti del buon numero di turisti che si possono incontrare sui sentieri di montagna, o ancora riguardo ai flussi intensi di clienti al supermercato o al distributore di benzina. Se si vuole fare qualità nel turismo – sancisce – è d’obbligo investire sul capitale umano. E questo potrà anche portare ad un importante cambio di mentalità, ad un apprezzamento del turismo in tutte le sue sfaccettature, che permetterà tra l’altro di risolvere i problemi che molti albergatori hanno a reperire personale qualificato, conoscitore del territorio, delle tradizioni e del sistema trentino».

Battaiola ricorda che, negli ultimi anni, sono stati fatti molti passi avanti grazie alla sinergia tra tutti gli attori del settore turismo. «Ad esempio - spiega – sono ormai diffuse le collaborazioni tra aziende turistiche e scuole alberghiere. Il che significa che un gran numero di studenti affronta stage e fa esperienza in albergo. Ma anche che molti professionisti albergatori entrano nelle scuole per “raccontare” la propria attività lavorativa e trasmettere qualche fondamento di accoglienza ai giovani».

 

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